CATANIA – È stato effettuato nel pomeriggio di oggi l’esame autoptico sul corpo di Giordana Di Stefano, la giovane mamma uccisa a coltellate mercoledì scorso a Nicolosi e per il quale delitto è stato fermato, come è oramai noto, l’ex compagno: il 25enne belpassese Luca Priolo.
L’autopsia è stata eseguita dal medico legale Giuseppe Ragazzi (lo stesso medico che ha effettuato la prima ispezione sul cadavere il giorno in cui è stato rinvenuto). La relazione dell’’autopsia metterà in luce i dettagli che hanno portato alla morte della 20enne, su tutti il numero esatto di coltellate inflitte su tutto il busto e quindi anche su quale sia stato il colpo fatale, nonché eventuali tracce biologiche che possano aggiungersi a quelle rinvenute, assieme a tutti gli altri elementi scientifici, durante i rilievi effettuati, lo scorso mercoledì, dai militari del reparto Scientifico del Comando Provinciale di Catania.
Dopo l’esame autoptico la salma, riconsegnata ai familiari, fa ritorno a casa in attesa dei funerali. L’ultimo saluto a Giordana Di Stefano si terrà domani pomeriggio, alle 17, all’interno della Chiesa Madre di Nicolosi.
Un delitto che ha addolorato un’intera cittadina e per questo motivo l’amministrazione comunale, il sindaco Nino Borzì, ha proclamato proprio per domani il lutto cittadino.
Intanto il reo confesso autore del crimine (l’ex compagno dal quale Giordana ha avuto una bimba che da appena due mesi ha compiuto 4 anni), Luca Priolo, attende nel carcere di San Vittore a Milano la decisione del Gip della cittadina lombarda sulla richiesta di convalida fermo. Solo dopo gli atti potranno essere trasmessi a Catania e considerare il trasferimento di Priolo nel carcere di Catania. L’accusa per lui è di omicidio volontario aggravato. Si lavora per stabilire se all’accusa vada aggiunta la premeditazione. “Certo è – ha ricordato ieri il Procuratore catanese Michelangelo Patanè- che all’incontro con la madre della sua bimba per discutere della denuncia di stalking da lei presentata nel 2013 e della relativa prima udienza , si è presentato in possesso di un’arma da taglio”. “Volevo solo intimidirla” così Luca durante la confessione sembrerebbe abbia giustificato il possesso dell’arma.
Insomma si lavora per rendere giustizia ad una donna strappata alla vita ancora in giovanissima età. Una vita spezzata, sogni e speranze andati in frantumi. Come in frantumi sono andati i sogni di crescere accanto ai suoi genitori di bimba che a soli 4 anni rimane orfana di mamma e con un padre accusato del suo omicidio.

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