Questa mattina, presso la sala conferenze della sede del Parco dell’Etna, l’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi, è stato presentato alla stampa il film “Senza Lucio” del regista Mario Sesti, prodotto dalla Erma Films di Massimiliano De Carolis. Alla conferenza erano presenti, oltre al regista ed al produttore, il presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia ed il sindaco di Milo Giuseppe Messina.

Il documentario, proiettato in anteprima nazionale nel pomeriggio presso il cinema King Multisala − Cinestudio di Catania, uscirà nelle sale il prossimo 4 marzo in ben 60 copie, con l’intento di delineare un ritratto inedito del tanto amato artista: grazie ai ricordi, alle immagini ed al racconto di chi gli è stato più vicino negli ultimi dieci anni, Marco Alemanno, è possibile scoprire la dimensione più intima di Dalla, attraverso aspetti della sua quotidianità e dei suoi luoghi, avvalendosi delle testimonianze di chi lo ha conosciuto.

Come ha affermato lo stesso regista non è un caso che la produzione abbia scelto proprio questo territorio per la presentazione e l’anteprima nazionale del film: Dalla aveva un particolare legame con questi luoghi e trascorreva molto tempo presso la sua residenza a Milo di cui era divenuto cittadino onorario nel 1992. “Nella sua testimonianza, Leonardo Patti (ex sindaco di Sant’Alfio e amico di Dalla ndr.) racconta con molta suggestione come Lucio rifacesse i suoni dell’Etna, questo rende perfettamente l’idea che tra Dalla e quest’area ci fosse un rapporto un po’ magico − ha affermato Mario Sesti − Marco racconta molto bene questo e noi siamo arrivati qui anche per una sua insistenza: ha detto di non aver mai visto Lucio in uno stato come dire estatico, forse ipnotico addirittura, in uno stato di ebbrezza e di felicità particolare come sull’Etna”.

Questo racconto intimo ed inedito di un artista dalla “natura profondamente popolare e democratica” è l’anima del film che trova il suo perno sulla condivisione unanime del profondo senso di perdita per la sua scomparsa. “Per raccontare questo Lucio e per raccontare quanto ci manca − ha affermato Sesti − ci siamo rivolti alla persona che gli è stata più vicino, Marco Alemanno. Tutti siamo come lui perché le sue canzoni ci hanno avvicinato un po’ a Lucio, ed è questo sentimento che volevamo riprodurre: questo tipo di sensazione molto forte, per certi versi molto semplice, ma molto intensa. E credo che condividere questo sentimento con il maggior numero di persone sia il più bell’omaggio che si possa fare a Lucio”.

Antonella Agata Di Gregorio

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