NISCEMI – E’ guerra aperta tra la Federconsumatori e l’ENEL sulla “bolletta pazza” di oltre 36mila euro al piccolo agricoltore di Niscemi. Secondo il responsabile del Dipartimento Energia di Federconsumatori, Lucio Traina, l’ENEL, nella foga di difendere i propri clamorosi errori, smentisce persino se stessa.

Replicando, nei giorni scorsi, alle accuse di aver fatturato arbitrariamente ben 211mila chilowattora per un’utenza legata ad un deposito attrezzi di campagna di circa 10 metri quadrati, nelle campagne di Niscemi, l’ENEL aveva accusato la Federconsumatori di aver omesso, nella sua denuncia, che c’era stata una manomissione del contatore. Ma, in proposito, è tranciante un nuovo intervento di Lucio Traina, che, oltre a dirigere il Dipartimento Energia, è anche presidente della sezione territoriale di Mascalucia della Federconsumatori.

“Noi – sottolinea Lucio Traina – siamo stati talmente corretti, nel riferire le accuse dell’ENEL, d’aver parlato anche di un presunto furto di energia, che la società elettrica, però, non è riuscita e non riesce a dimostrare”.

“Senza cercare cavilli ma carte alla mano, aggiunge Traina, basandoci sui verbali redatti dall’ENEL, sia nella fase di rimozione del contatore sia in quella della verifica eseguita in laboratorio, non sono stati rilevati prelievi né percentuali di utilizzo irregolari. Se c’è stata una manomissione si tratterebbe, dunque,  di un’operazione fraudolenta inspiegabile e fine a se stessa”.

E il responsabile del Dipartimento Energia di Federconsumatori aggiunge un’altra osservazione: “Anche se, solo per ipotesi, l’anziano agricoltore avesse davvero manomesso il contatore e usato l’intera potenza di 10 chilowattora per uno scopo diverso da quello domestico, non avrebbe potuto consumare più di 14.000 kwh all’anno, cioè non più di 70.000 chilowattora in tutti i cinque anni a cui si riferisce l’abnorme fattura, da giugno 2008 a giugno 2013. E ciò secondo la stessa ricostruzione e le misure fatte dall’Enel, sulla base della potenza tecnicamente prelevabile”.

Per il presidente della Federconsumatori di Mascalucia, Lucio Traina, “si configurano, pertanto, tutti gli elementi per un atteggiamento da stalking da parte dell’ENEL nei confronti dell’anziano agricoltore, come indirettamente dimostrano i ben diciotto solleciti di pagamento della ‘bolletta pazza’, inviati, con lettera raccomandata, del malcapitato utente”.

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