di Katya Maugeri

“Per l’arte della memoria con cui ha evocato i più inafferrabili destini umani e rivelato la vita durante l’occupazione”. Questa la motivazione con cui è stato assegnato il premio Nobel  per la Letteratura 2014 allo scrittore francese Patrick Modiano. Scelto tra 210 scrittori, 36 dei quali candidati per la prima volta, il vincitore, deciso dai 18 giurati dell’Accademia Reale Svedese. “Un Marcel Proust del nostro tempo”, è stata la risposta unanime dei critici letterari europei e americani. Deluse le aspettative dei bookmaker che come spesso accade avevano indicato altri nomi, tra cui l’americano Philip Roth e il giapponese Murakami Harumi.
Una carriera nata precocemente, quella di Modiano, presto consolidatasi nel tempo come dichiara lo stesso scrittore: “Non ho mai pensato di fare nient’altro nella vita, ma non avevo un diploma né altri obiettivi specifici. Ma è dura per un giovane scrittore iniziare così presto. In effetti preferisco non leggere i miei primi libri: non che non li ami, ma non mi ci riconosco più“.patrick-modiano-640
Figlio di un ebreo francese di origini italiane e di un’attrice belga, Modiano è nato nel 1945 a Boulogne-Billancourt. Pubblica il suo primo romanzo, “La Place de l’Étoile” nel 1968 e dieci anni più tardi vince il prestigioso premio Goncourt con “Rue des boutiques obscures”. Diventa documentarista per Carlo Ponti e paroliere per Françoise Hardy.
La memoria è la protagonista costante in tutte le sue opere, nelle quali spesso si percepisce il sapore amaro, il dolore, dell’occupazione della Francia, personaggi che vivono spesso tra grandi ambiguità e contraddizioni. I protagonisti dei suoi racconti sono spesso ispirati alla figura del padre che fu arrestato nel 1943 dai nazisti e che riuscì a sfuggire alla deportazione nazista, probabilmente grazie ad alcune conoscenze tra i collaborazionisti. Modiano è anche sceneggiatore: ha scritto numerosi testi per i film di Louis Malle, Patrice Leconte e altri registi (Bon Voyage e Cognome e nome: Lacombe Lucien i più famosi), è stato anche paroliere per Françoise Hardy.
Il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia nel 2012, “L’orizzonte” conferma il suo stile ombroso e sfuggente e la capacità di dar vita a dei personaggi fragili, misteriosi ed affascinanti.
L’anno scorso il premio era andato alla scrittrice canadese Alice Munro, autrice di raccolte di racconti come Le lune di Giove. L’anno prima, era stato premiato il  cinese Mo Yan che ha firmato romanzi come Sorgo Rosso. Dal 1901 ad oggi solo tredici donne hanno vinto il Nobel per la Letteratura, tra cui l’italiana Grazia Deledda nel 1928.

Tra aspettative e delusioni, quest’anno ha trionfato la memoria e lo stile elegante di uno scrittore che merita pienamente un premio così  prestigioso.

Katya Maugeri

 

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