di Agnese Maugeri

Catania – “Disuguagliane sociali e povertà urbane. Quali strade per l’inclusione?” un convegno organizzato dal comune etneo e da altre realtà cittadine che si occupano di esclusione sociale, per affrontare la problematica sempre più dilagante della povertà.

All’incontro, tenutosi al Palazzo della Cultura, sono intervenuti il sindaco di Catania Enzo Bianco, l’Avv. Antonio Mumolo, presidente nazionale di Avvocati di strada, l’Avv. Giuseppe Rapisarda, coordinatore degli avvocati di strada di Catania, il sociologo, Professor Carlo Colloca, Padre Gianni della parrocchia Crocifisso dei miracoli e Gabriella Virgilito direttrice del giornalino di strada TeleStrada Press.

Il primo a prender parola è stato Padre Mario, prete vincenziano che gestisce “la Locanda del Samaritano” un riparo per i tanti senza tetto che affollano la nostra città, più di 80 posti letto e un pasto caldo per accogliere i disagiati. Come spiega il prete, oggi si vive un processo di nuova povertà, non sono più gli extracomunitari a cercare un rifugio per la notte ma il 40% sono catanesi che non riescono a fronteggiare la crisi.

IMG_0910La locanda del samaritano è anche la sede della redazione del giornale TeleStrada Press, Gabriella Virgilito direttrice del press, ha spiegato le motivazioni e la scelta di voler portare avanti questo progetto “Telestrada Press è l’unico giornale siciliano che si occupa dei disagiati trattando temi attuali di difficoltà sociali che nelle testate maggiori non vengono affrontati, i nostri redattori sono persone comuni che vivono in strada, il progetto li aiuta a esprimere se stessi e a riacquistare la loro dignità, in più con la vendita del giornalino al costo di 1,50 euro, riusciamo ad autofinanziarci e ad aiutare la locanda del samaritano”.

Il fenomeno della povertà è mostruosamente cresciuto tanto da diventare un vero problema, alla Caritas, in cerca di un pasto caldo, ci sono giovani coppie di sposi e lavoratori in vestito e cravatta che distrutti dalla crisi non riescono più ad andare avanti, e ad assicurarsi il proprio fabbisogno giornaliero.

Non solo il volontario può fronteggiare e gestire questa realtà, servono persone preparate capaci di dare il loro aiuto e professionalità, l’Avv. Antonio Mumolo, presidente degli Avvocati di strada italiani, in collegamento Skype, ha spiegato questa nuova figura e il supporto che dona “nel 2000 a Bologna io e altri avvocati abbiamo pensato di fare volontariato giuridico per i senza dimora, l’esperimento è riuscito perfettamente e pian piano l’adesione da parte di professionisti è aumentata. Abbiamo aperto sportelli in 38 città italiane tra cui Catania e siamo lo studio legale più grande della nazione con 700 avvocati iscritti. Tuteliamo circa 2716 persone, e ci occupiamo di diritto civile, di famiglia e del lavoro, di diritto penale e amministrativo per tutti gli italiani ma anche per gli stranieri sprovvisti del regolare permesso di soggiorno”.

Giovanni Rapisarda, avvocato responsabile dello sportello di avvocati di strada a Catania ha affrontato l’argomento della residenza virtuale, “non devono esistere cittadini di serie A e di serie B noi vogliamo togliere la gente dalla strada e per questo la tuteliamo e difendiamo, i senza dimora perdendo la residenza vengono cancellati dalle liste anagrafiche e perdono moltissimi diritti tra cui il diritto al lavoro, alla salute, al voto, e alla previdenza. La residenza virtuale permette ai senza tetto di venire registrati o nei centri appositi che aiutano i bisognosi, o come nel caso di Catania nella sede del comune”.

Il sindaco Bianco si trova favorevole e ha appoggiato questa proposta, anche il comune di Catania diverrà residenza virtuale  per i tanti senza tetto della città cercando di fronteggiare e arginare l’aumento di povertà ormai dilagante.IMG_0912

Il sociologo Carlo Colloca ha parlato di un vero fenomeno di ghettizzazione “affrontare un problema epocale come l’immigrazione in questo modo è errato, stiamo vivendo una trasformazione della società e le aree di marginalità non sono più marginali. Creare dei luoghi appositi dove portare questa gente vuol dire realizzare dei ghetti, la politica degli ultimi anni nasconde il fenomeno mediante strategie di separazione e di distanza. Oggi nel nostro paese più di 16 milioni di italiani sono poveri e 6 milioni sono poverissimi, bisogna distinguere tra povertà assoluta e povertà relativa, tra chi non riesce a procurarsi i beni di sussistenza e chi non ha ambizione e vive al limite. Un bipolarismo urbano che Engels, l’amico ricco di Karl Marx definiva “urbanistica ipocrita” non vorrei che tutto questo ci porti a nuove forme di conflittualità sociale dalle quali difficilmente ci si può riprendere, trasformando la nostra disattenzioni civile in attenzione incivile”.

Al termine del convegno è stato proiettato un video sulla vita dei senza tetto catanesi effettuato da Telestrada, forti racconti ricchi di emozioni e di ritrovata speranza.

Agnese Maugeri

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