Non sto mica scherzando! Quanto detto nel titolo risponde al vero, perché in questo articolo non viene detto assolutamente nulla; esso corrisponde a quando nelle barzellette c’è scritto “senza parole”, ma le parole ci sono, eccome! E così voi siete invitati a non leggere l’articolo e invece lo state facendo, perché siete incuriositi, perché vi fidate di chi l’ha scritto, perché non avete null’altro da fare.

E d’altra parte come non fidarsi di chi finora vi ha proposto sempre – oh infinita hybris dell’intelletto – delle “genialate”? E così siete convinti che un articolo scritto abbia comunque un senso, nasconda una verità tra le righe, debba giungere infine a una conclusione illuminante che magari si rivelerà nell’ultima riga, a schiudere il segreto di quell’ammonimento iniziale.

E invece no. State perdendo il vostro tempo. Non c’è nessuno segreto che verrà svelato, nessuna ricompensa per chi avrà resistito alla lettura di queste righe, nessuna rischiarante rivelazione. Solo una assoluta e desolante afonìa dell’intelletto, un restare a bocca aperta, stupìto di ciò che si vede intorno, senza avere nulla da dire, da ribattere. Le parole mancano, si suol dire. E allora cosa di meglio se non produrre parole a vanvera, superflue, che possano riempiere il vuoto di un foglio o di uno schermo bianco?

E quindi non andate avanti, non leggete più niente delle righe che seguono, così avrete almeno risparmiato alcuni preziosi istanti della vostra vita. Sapete, ogni secondo è importante, in esso si può nascondere un segreto, un pensiero mai pensato, un sentimento degno di essere vissuto. Non lo sprecate, dunque, nel leggere quanto segue. Non vi direbbe nulla di rilevante, anzi vi farà perdere solo tempo.

Ecco siete arrivati alla fine e così avete constatato che era perfettamente inutile leggere quello che ho scritto. Ma chissà, da questa scoperta del tutto farlocca qualcosa avrete capito. Di voi stessi.

A proposito dell'autore

Docente di Filosofia

Professore ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Catania. È stato direttore del Dipartimento di Processi Formativi dal 2006 al 2010 e coordinatore del Dottorato di Ricerca in “Scienze umane” del Dipartimento di Processi Formativi, in cooperazione con la Mississippi State University e la University of Nevada, Reno. Attualmente è Presidente della Società Filosofica Italiana. Ha recentemente pubblicato Maledetta università. Fantasie e realtà sul sistema della ricerca in Italia (Di Girolamo 2011), che è anche il frutto di una ricerca europea sulla società della conoscenza.

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