NOTO – Quaranta dipinti di grande formato, parte di tre cicli “Tuffatori”, “Volti” e “Gemelli”: la scelta compiuta dall’ artista è pienamente estetica, una bellezza del nostro tempo e fuori da esso, con cui racconta il suo “esserci”, inteso in senso spaziale e temporale. Questa “DASEIN – essere nel tempo”, mostra personale di Sergio Fiorentino, curata da Alberto Mattia Martini ed organizzata dalla Galleria “Arionte Arte Contemporana” di Catania, da anni impegnata nella promozione dell’attività dell’artista, visitabile fino al prossimo 15 settembre 2015, presso l’ex Convitto Ragusa di Noto (tutti i giorni h 19.00 – 24.00). Il catalogo dell’esposizione, pubblicato da “Dietro Le Quinte Arte”, comprende anche una serie di dipinti disponibili nello “Studio Barnum Contemporary” di Noto.

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“Un realismo il suo, anzi un iperrealismo – ha scritto Anna Maria Ruta – che si applica soprattutto ai volti, in cui Sergio rivela la conoscenza e l’approfondimento di certa iper-ritrattistica contemporanea, che spazia su varie direzioni figurative e che attrae soprattutto molta giovane pittura di oggi. Il volto dettagliatamente zoomato diventa sua icona privilegiata: una sequenza di volti si squaderna nelle sue tele con un segno moderno, che evoca tuttavia stilemi classici per una predilezione plastica, per una volumetria carnosa, che echeggia la forma essenziale della scultura antica. I suoi volti sembrano manipolati dalla mano anziché dal pennello, come fossero di terracotta, di marmo, vere sculture dipinte. E non sono volti disumanizzati: sia che siano alla lontana espressionisti sia che siano più realistici appaiono subito emblema di una riconquista dell’uomo, di sé. Hanno quasi tutti gli occhi chiusi questi personaggi, occhi chiusi alla realtà degenerata, che si rifiutano di vedere, a cui hanno voltato le spalle, ma non definitivamente, perché vogliono mutarla questa realtà, non ignorarla o azzerarla: una denuncia silente e carica di attesa”.

A proposito dell'autore

Il sodalizio con l’attività giornalistica trova le sue origini in tempi remoti: dalla prima macchina da scrivere Barbie al giornalino della scuola elementare…dalla tessera professionale dell’Ordine dei giornalisti ad una totale identificazione con la scrittura come inscindibile alter ego. Particolarmente incline allo studio della storia dell’arte, amo aggirarmi per musei, biblioteche ed archivi, immancabilmente munita di penna, taccuino, reflex, viaggiando alla scoperta di ingiallite pagine di storia ed incantevoli tesori nascosti.

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