Oltre diciassettemila chilometri, percorsi in autostop e in canoa in solitaria, attraversando il Canada e l’Alaska, ispirato da Walter Bonatti, con la “benedizione” di Reinhold Messner. 

Un uomo, il mito dell’esploratore Walter Bonatti, la voglia di ripercorrerne le gesta. Tutto questo riassume il senso del viaggio di 17 mila e 400 chilometri che il filmaker palermitano Igor D’India ha compiuto attraverso i territori e i fiumi del Canada e dell’Alaska tra lo scorso maggio e agosto.

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Sedicimila chilometri in autostop e millequattrocento in canoa, dove il giovane esploratore ha seguito, chiedendo passaggi a sconosciuti, prima il percorso da Toronto a Dawson city (nello Yukon Territory), poi attraversando da solo il selvaggio fiume Yukon – pieno di gorghi e insidie – da Whitehorse a Fort Yukon in Alaska, per poi ricominciare a fare l’autostop da Fairbanks (Usa) e tornare a Toronto. Un percorso compiuto in quattro mesi, servendosi solo di una mappa e di una bussola. Un’avventura, quella di Igor, che è stata ispirata dalla figura di Walter Bonatti, l’alpinista ed esploratore italiano più famoso del secolo scorso. «Quando, a 14 anni, ho letto per la prima volta “In terre Lontane” di Bonatti, sono rimasto affascinato in particolar modo dalla sua spedizione in solitaria nel Grande Nord, in Canada e in Alaska. Parte principale di quel viaggio, consisteva in una folle traversata di oltre duemila chilometri, in canoa, sui fiumi Yukon e Porcupine, senza mezzi di appoggio e da totale autodidatta. Sentivo già che un giorno avrei visto il wilderness da lui descritto, per vivere quelle emozioni in prima persona e raccontare poi le differenze tra la mia esperienza e la sua, ma al momento dell’organizzazione (circa due anni fa), ho pensato anche a una consistente parte “on the road”, per l’avvicinamento al fiume e il ritorno a Toronto. È stato un peccato non riuscire a fare i chilometri in canoa che ha fatto lui, ma con le condizioni climatiche di quest’anno sarebbe stato un suicidio continuare e la mia priorità era tornare per raccontare una storia. Anche Rossana Podestà, compagna di Walter Bonatti, scomparsa lo scorso dicembre, mi ha aiutato tanto in questo progetto. Mi ha incoraggiato e mi ha addirittura combinato un incontro a sorpresa con Reinhold Messner, che mi ha dato la sua “benedizione” augurandomi buona fortuna”».

IMG_6595Nel corso della sua avventura Igor ha dovuto affrontare da solo, oltre i rischi del wilderness e degli animali selvaggi, il vento costante (con punte di 90 chilometri orari nei Flats in Alaska) e le piogge straordinarie di quest’anno sul fiume e sopra il Circolo Polare Artico. I quattro mesi vissuti da Igor, in parte raccolti nel blog www.igordindia.it/myblog, saranno raccontati in una serie tv prodotta dalla casa produttrice televisiva Kobalt Enterteinment di Milano. Inoltre, grazie al team organizzativo di Sport Senza Frontiere Onlus (www.sportsenzafrontiere.it), di cui Igor D’India è testimonial, il filmaker racconterà la sua impresa nel corso di un tour nelle scuole con cui lavora l’associazione, portando il messaggio che lo sport può essere anche un mezzo per vivere i propri sogni, senza medaglie o record da battere. Igor D’india, 30 anni, non è un neofita delle esplorazioni avventurose in campo documentaristico. Lo scorso anno, sempre in Canada, ha attraversato a fine inverno, in autostop, i settemila chilometri che separano Toronto da Dawson city. Due anni fa ha presentato e caricato on line “Oreto the urban adventure”, ovvero un percorso a piedi in acqua, dalla foce alla sorgente – tra liquami fognari, cascate, carcasse di automobili, animali inaspettati, agrumeti e meraviglie della natura – del fiume che attraversa Palermo (video http://everydayndia.wordpress.com/2012/03/06/oreto-the-urban-adventure-il-film/). Sempre nel marzo di due anni fa ha vissuto 30 giorni isolato a 30 metri di profondità dentro la grotta del Pidocchio, nella Riserva naturale orientata di Monte Pellegrino. Nell’estate del 2011, invece, è salito agli onori delle cronache seguendo in bicicletta e in senso inverso – da Marsala a Torino – i 2100 chilometri del percorso dei Mille che accompagnarono Giuseppe Garibaldi e contribuirono all’unità d’Italia.

 

 

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