PALERMO – Ha incassato il primo si alla Camera la nuova proposta di legge sui beni confiscati alla mafia, norma che prende il nome da Silvana Saguto, magistrato destituito dalla carica dopo lo scandalo della mala gestione dei beni confiscati ai mafiosi.

Nel testo della norma si legge lo stop agli incarichi ad amici e parenti del magistrato – il divieto vale per i “parenti fino al quarto grado” e per “gli affini entro il secondo grado”- che assegna l’incarico di gestire i beni, oltre al sequestro dei beni per chi agevoli la latitanza di qualcuno, commetta reati contro la Pubblica amministrazione o si renda colpevole di caporalato. 

La gestione dei beni passerà in mano ad Invitalia Spa. sul cui nome si sono trovati contrari sia il M5S che FI. Per i parlamentari pentastellati infatti, era necessario votare contro: “perché il testo viene riscritto da un solo partito, il Pd, pieno di indagati, il partito di Mafia Capitale. In fretta e furia, negando il diritto dell’opposizione di poter discutere una legge fondamentale. Il risultato è che le aziende sequestrate e confiscate alle mafie di grande rilievo economico verranno gestite da Invitalia Spa, per chi non ricordasse ex Sviluppo Italia, nota per essere un carrozzone mangia soldi dello Stato”. 

La norma è difesa ovviamente a spada tratta dal relatore Pd Davide Mattiello e dalla presidente della Commissione Giustizia Donatella Ferranti (Pd) che precisano come la norma rappresenti: “solo una opportunità in più, tra l’altro gratis” perché, dicono, i gli amministratori li pagherà Invitalia, in quanto dipendenti”. 

Favorevole anche il presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi, che ha salutato la norma come  un “segnale forte del Parlamento”

Teresa Fabiola Calabria

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