Catania − Dovrebbe essere per la città, quell’angolo di paradiso naturale in cui disperdere lo sguardo tra verdeggianti meraviglie, invece, come spesso succede in questi casi, l’Oasi del Simeto rappresenta per Catania l’ennesima patata bollente su cui dibattere a colpi di sanatorie e scontri sulla manutenzione. Ultimo in ordine temporale, l’intervento del consigliere Vincenzo Parisi che, attraverso un’interrogazione, chiede all’amministrazione azioni urgenti di recupero della zona di Oasi e Pre-Oasi del Simeto. Una richiesta ben mirata però la sua, che prendendo le distanze dalla figura dell’ambientalista zelante, ipotizza una sorta di collaborazione costruttiva tra gli abitanti della riserva, ritenendoli una risorsa piuttosto che un danno per l’oasi. “Alcuni proprietari hanno anche avuto condanne per aver costruito abusivamente e, successivamente , hanno pagato le varie sanatorie per mettersi in regola. Oggi pagano le tasse perché le bollette arrivano puntuali a tutte quelle case dotate di indirizzo specifico e numero civico. E allora cosa fare se le istituzioni impediscono qualunque manutenzione ai proprietari, oltre alla possibilità di mantenere pulito a proprie spese il verde, le spiagge e le strade come avviene in qualunque altro condominio catanese − ha specificato Vincenzo Parisi −. La mia proposta è quindi quella di dare vita ad una serie di protocolli di collaborazione con i residenti della zona coinvolgendoli in un progetto per rivalutare questa parte della città. Un trampolino di lancio per un’area che potrebbe diventare la nuova Vendicari di Catania. La carenza di dialogo da parte degli organi competenti ha portato a quei risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. La commissione consiliare all’Ambiente ha fatto bene a mettere in evidenza disagi e problemi della zona. Ora bisogna rimboccarsi le maniche e trovare soluzioni percorribili perché la salvaguardia delle ‘uova di zanzare’ non serve a nessuno. Serve, invece, il giusto equilibrio tra residenti-proprietari e le istituzioni. Rivalutazione del territorio e maggiore collaborazione può significare maggiori entrate per il comune e soprattutto riconsegnare alla cittadinanza un territorio bellissimo e finalmente vivibile. È fondamentale quindi che i proprietari vengano messi nelle migliori condizioni per mantenere le proprie case e il territorio che li circonda”.

E mentre la politca quindi si prepara a nuove soluzioni collaborative, è di oggi la notizia del decreto di sequestro emesso dal giudice per le indagini preliminari, su un appezzamento di terreno esteso circa 26mila metri quadri, ricadente in zona B della riserva naturale orientata “Oasi del Simeto”, sottoposto a trasformazioni urbanistiche in totale assenza di autorizzazioni e ad attività illecite. Nell’area sono stati rinvenuti automezzi, container, materiale ferroso, e molto altro materiale di risulta. È stato inoltre rinvenuto un capannone all’interno del quale era stata adibita una carrozzeria. Attività illecite che oltre ad aver violato il paesaggio, hanno segnato l’ambiente distruggendo l’habitat naturale preesistente. Perché l’uomo può esser sì, come sottolinea Parisi, un prezioso alleato, ma purtroppo, troppo spesso, è il peggior nemico della natura.

Nicoletta Castiglione

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