PALERMO – “E’ ora di rivoltare come un calzino il vecchissimo regolamento dei servizi cimiteriali – dice il capogruppo Idv Filippo Occhipinti – un tema che sembra non interessare nessuno, ma che alimenta interpretazioni arbitrarie e in alcuni casi al limite della legalità. A volte il Comune, infatti, procede seguendo una ‘buona prassi ’ consolidata negli anni, come ha anche messo per iscritto in una risposta a una serie di nostre interrogazioni su tumulazioni e cremazioni fatte di urgenza. Ci piacerebbe però capire in cosa consista questa ‘buona prassi’. Prendiamo il caso di una signora recentemente cremata con criterio di urgenza quando il forno, appena riparato, era ufficialmente chiuso. La buona prassi ha di fatto permesso di anticipare il turno delle cremazioni previsto, in cui la signora non risultava. Le eccezioni possono esistere , soprattutto in un settore così delicato, ma proprio perché delicato va assolutamente regolamentato e nel modo quanto più possibile oggettivo. Altrimenti  le eccezioni verranno sempre considerate figlie di una gestione opaca, pur prese in perfetta buonafede”.

“Altra modifica da apportare nel regolamento vigente – continua Occhipinti – è la possibilità, prevista dall’articolo 66, per chi è titolare di concessione di sepoltura multipla, di cedere, qualora non utilizzati, fino al 30% dei posti della sepoltura a soggetti terzi, quindi non della famiglia o non contemplati nell’atto di concessione. Vada per mantenere questa possibilità per parenti e affini con una normativa disciplinata in modo preciso, ma altre cessioni di sepolture vanno eliminate dal regolamento e subito. In questo modo si impedirà un ‘mercato delle vacche’ forse già in atto, che determina casi che oltrepassano la legalità e la decenza etica. Chiedo all’Assessore Catania di convocare urgentemente un tavolo tecnico per fare le opportune modifiche a un regolamento troppo vecchio. La tumulazione  di un proprio caro non può e non deve trasformarsi in un calvario senza fine o in una opportunità di affari illegali per pochi”.

di Teresa Fabiola Calabria

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