Pogliese (FI): “Il governo regionale si svegli e intervenga finalmente per tutelare i lavoratori”

PALERMO –  Con poche scarne parole, “la crisi è “strutturale” e i licenziamenti inevitabili”, la società Almaviva Contact ha annunciato il taglio di quasi 3 mila in tutta Italia.  La più colpita è la sede di Palermo dove sono previsti 1670 licenziamenti,  altri 920 a Roma e 400 a Napoli. Una decisione che era da tempo nell’aria dopo la perdita di alcune importanti commesse da parte del colosso dei call center che occupa oltre 50 mila persone in sette Paesi.
Almaviva ha comunicato oggi ai sindacati e al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’apertura della procedura di riduzione del personale, “nel quadro di un complessivo piano di riorganizzazione aziendale”.Schermata 2016-03-21 alle 18.09.30
E’ la stessa azienda a spiegare, in una nota, i motivi che hanno portato alla crisi: “In uno scenario di mercato dominato da fattori distorsivi che seguitano ad alterare profondamente il contesto competitivo, dal mancato rispetto delle norme sulle delocalizzazioni di attività in Paesi extra UE all’utilizzo opportunistico degli incentivi per l’occupazione, contrassegnato dal calo progressivo dei volumi totali lavorati in Italia e dalla continua compressione del prezzo dei servizi, Almaviva Contact ha dovuto registrare tra il 2011 e il 2015 una contrazione dei ricavi del 33% sul mercato italiano”. Almaviva afferma di avere accumulato perdite per circa 16 milioni di euro nelle sue attività italiane di call center con conseguenti ricapitalizzazioni da parte dei soci per 50 milioni di euro. Ma adesso non si può andare aventi
Il piano coinvolge il 6% del personale attualmente in forza al gruppo a livello globale ed “è diretto al necessario obiettivo di garantire condizioni di equilibrio industriale e di avviare, nel medio periodo, un percorso di rilancio del posizionamento di mercato nel settore italiano del Crm operativo”, ha spiegato l’azienda.
Intanto, oggi,  sotto la sede del call center Almaviva in via Cordova a Palermo, l’annuncio degli esuberi è stato accolto con un sit in spontaneo, slogan e grida di disperazione. Una manifestazione spontanea mentre da domani nascerà un presidio libero dei lavoratori, con un gazebo permanente dove si altereranno gli operatori che rischiano il posto di lavoro in attesa di nuovi incontri istituzionali per trovare soluzioni ed evitare i licenziamenti.
Nel corso dei prossimi settantacinque giorni, così comeprevisto della normativa in materia, la Almaviva si confronterà con le Organizzazioni Sindacali per esaminare l’impatto sociale ed occupazionale della procedura.
“Convocherò una nuova riunione del tavolo di crisi regionale sui call center e un incontro con i vertici dell’Azienda e i sindacati”, dice l’assessore regionale alle Attività produttive Mariella Lo Bello dopo l’annuncio dei 1.670 esuberi solo nella sede di  Palermo. “Solleciteremo – ha aggiunto Lo Bello – anche un incontro con il governo nazionale per un’azione comune. La Sicilia non può permettersi la perdita di posti di lavoro”.
Di altro tenore l’intervento dell’on. Salvo Pogliese, parlamentare europeo di Forza Italia: “È inaccettabile che migliaia di lavoratori siciliani della società di call center Almaviva rischino il loro posto di lavoro nell’assoluta latitanza del governo regionale, e di Crocetta in particolare, che non si è mai concretamente interessato ad una situazione di difficoltà che va avanti da più di tre anni.”
“La Sicilia già in forte crisi economica e sociale – collude Pogliese – non può permettersi la perdita di altri posti di lavoro, le Istituzioni regionali devono attivarsi immediatamente per scongiurare licenziamenti in Almaviva”.

“Gli annunciati licenziamenti dei lavoratori di Almamiva, purtroppo, danno la misura del risultato nullo delle azioni del governo Crocetta e del governo Renzi”.

Lo dichiara l’esponente dell’Opposizione all’Ars Nello Musumeci in merito alla notizia dell’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per tantissimi dipendenti dell’azienda.

“Il provvedimento – aggiunge Musumeci, che è anche componente della commissione Lavoro dell’Ars – colpisce molte famiglie, mentre il governo regionale e quello nazionale, fino ad ora, non hanno saputo o voluto trovare alcuna soluzione. Il Governo Regionale, in particolare, ha brillato per la propria assenza: tre anni, nei quali il governatore non ha mai dato alcuna risposta alle istanze, avanzate da questi lavoratori, mostrando disinteresse per la sorte di migliaia di siciliani”.

“Si cerchi ogni soluzione possibile – conclude l’esponente dell’opposizione – per scongiurare i licenziamenti. Chiediamo che il Governo regionale e quello nazionale pongano con urgenza la questione dei dipendenti Almaviva in cima alla propria agenda politica”.

S.R.

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