di Emanuele Strano

E’ stata fissata per il 27 ottobre la sentenza definitiva relativa al caso dell’omicidio di Roberto Grasso, morto il 26 Aprile di due anni fa in seguito alle ferite da quattro colpi di pistola del 71enne Giuseppe Caruso. La richiesta da parte del pm Alessandro La Rosa è di 21 anni e 6 mesi di reclusione per il pensionato di Mascali, richiesta che ha trovato il consenso delle tre parti civili, con gli avvocati Lucia Spicuzza, Claudio Grassi e Giuseppe Di Mauro. L’imputato e la difesa, nella persona dell’avvocato Giuseppe Lipera, hanno invece invocato la legittima difesa.

Il terreno di CarusoSecondo la sua versione dei fatti raccontata nell’ultima udienza, Caruso la notte tra il 25 e il 26 Aprile si trovava nel suo fondo agricolo a Puntalazzo, frazione di Mascali, a fare la guardia dopo i numerosi furti subiti nel suo terreno. Intorno all’una e mezza il pensionato avrebbe udito l’arrivo di uno scooter e subito dopo dei movimenti all’interno del terreno. In seguito all’aggressione con colpi di torcia del giovane Roberto Grasso, Caruso avrebbe estratto la pistola, sparando il primo colpo in aria. Dalla successiva colluttazione, mentre Grasso cercava di disarmarlo, dalla pistola di Caruso sarebbero partiti quattro colpi, uno dei quali raggiunse la vittima alla schiena. Fu poi lo stesso Caruso a chiamare i carabinieri per intervenire sul luogo, con Grasso trasportato d’urgenza all’ospedale Cannizzaro di Catania, ma le gravi ferite ne causarono la morte in mattinata.

avvocato Lipera

L’ avvocato Lipera

Secondo l’avvocato Lipera, Caruso avrebbe sparato solo per difendersi dall’aggressione: “Era tutto buio, un giovane in vigore e robusto si scaglia contro l’anziano Caruso, nonostante il colpo di pistola sparato in aria per farlo desistere. Ma l’avvertimento non basta, Grasso lo aggredisce. Nel pieno della colluttazione cos’altro doveva fare se non difendersi? Per questo Caruso fece partire un colpo, pur non sapendo dove potesse finire. Se il mio assistito non avesse sparato, a quest’ora probabilmente sarebbe stato ucciso. E allora cos’è meglio, un brutto processo o un bel funerale?“. Da lato dell’accusa, invece, sulla base delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Giarre, la reazione dell’uomo sarebbe stata sproporzionata.

La sentenza del 27 ottobre sancirà la fine di questa brutta storia di cronaca nera, simbolo della grande difficoltà nel delineare contorni certi al diritto naturale all’autodifesa, e noi di Sicilia Journal saremo pronti a raccontarvi gli esiti della vicenda.

A proposito dell'autore

Appassionato di sport, calcio, fantacalcio e di social media marketing. Coordinatore e caporedattore per Fantamagazine.com, collaboratore nel settore cronaca per SiciliaJournal. Si occupa di moda e stile per il portale Thegentleman.me

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