CATANIA – Sono sguardi pieni di gioia, se di gioia si può parlare, quelli che riempiono i volti dei famigliari della piccola Laura Russo, detta Lallilop, uccisa barbaramente dal padre nell’agosto del 2014. Nessun sogno in una notte di mezza estate, ma l’incubo di trovare la morte per mano di colui che ne aveva generato la vita. L’incubo inimmaginabile di coricarsi nel lettone con il padre e la sorella, e non svegliarsi mai più. E’ stata strappata così ai suoi allegri 12 anni la piccola Lalla, massacrata dal coltello traditore impugnato dal più riprovevole dei padri. La vicenda, che all’epoca scosse molto l’opinione pubblica, si sviluppò all’interno di quella che sembrava una normale crisi di coppia, sfociata invece nell’atto brutale di un uomo senz’anima. Succede però ,che a causa degli strani ghirigori tracciati dalla giustizia sulla mappa della burocrazia legale, Roberto Russo, autore dell’efferato omicidio, del tentato assassinio anche della figlia Marika, e del ferimento del maggiore della sua prole, intervenuto in difesa delle sorelle, a causa della decorrenza dei termini, il 7 novembre, qualora non si fosse intervenuti tempestivamente, si sarebbe ritrovato a piede libero, in attesa della sentenza definitiva. Per fortuna, questa volta, non scriveremo inveendo contro quella che spesso viene definita “giustizia all’italiana” o la “mala giustizia”. Per fortuna oggi, le cose sono andate come dovevano andare. Nel corso dell’udienza che avrebbe dovuto sciogliere una riserva della Corte D’assise di Catania, è stata decretata la sospensione della decorrenza dei termini di custodia cautelare in relazione alla gravità delle imputazioni e dell’attività istruttoria molto complessa. Un grande traguardo, di civiltà e coscienza, che scongiura quello che poteva essere il più grande affronto giudiziario nei confronti di una famiglia già distrutta dal dolore. Il 15 Settembre proseguiranno le attività processuali a carico dell’imputato, in attesa della sentenza definitiva.

N.C.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi