PUPIPrima le conflittualità interne, le proteste e gli scioperi che portano alla cancellazione di rappresentazioni. Poi a luglio una proposta che mette d’accordo tutti… tranne i sindacati di minoranza CGIL e FIALS: e purtroppo un’orchestra non può funzionare se manca qualche musicista, basta che qualcuno di loro si metta di traverso e l’opera non può essere rappresentata. E così il grande Riccardo Muti, che aveva accettato l’incarico di Direttore d’Orchestra portando un bel po’ di prestigio all’Opera di Roma, disperato, si dimette.

Ora pare che si sia trovato un altro accordo e i 182 licenziamenti, nel frattempo partiti, saranno cancellati.

Peccato che molti appassionati abbiano intanto deciso di lasciar perdere l’Opera di Roma, soprattutto quelli che sarebbero dovuti venire dall’estero. Un po’ perché non ci sarà Muti a dirigere, ma soprattutto per mancanza di affidabilità: fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio.

E allora?

E allora io dico che con un po’ di iniziativa e un pizzico di fortuna i Siciliani potrebbero recuperare alcune migliaia di delusi dirottandoli su Palermo, Catania e negli altri centri dove è attiva l’Opera dei Pupi: se il teatro dell’Opera di Roma comincia a somigliare all’Opera dei Pupi, quella siciliana è sicuramente più autentica. Inoltre costa di meno e gli spettacoli in programma si fanno sempre.

Carlo Barbieri

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