Questa mattina, su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Catania, personale della Squadra Mobile di Catania ha dato esecuzione ad ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di:

1. Guido Acciarito, (cl.1980), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;

2. Giuseppe Avellino,(cl.1964), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;

3. Gaetano Bellia, (cl.1982), pregiudicato;

4. Alfio Cavallaro,(cl.1970), pregiudicato;

5. Paolo Cosentino, (cl.1963);

6. Salvatore Cosentino, (cl.1968), inteso “sasizza”, pregiudicato;

7. Andrea Diego Cutuli, (cl.1987), pregiudicato;

8. Giuseppe  D’Agostino, (cl.1974), pregiudicato, già detenuto per altra causa;

9. Giuseppe D’Agostino, (cl.1981), pregiudicato,già detenutoper altra causa;

10. Carmelo Di Mauro, (cl.1986), inteso “Melo u ciociu”, pregiudicato;

11. Concetto Ganci, (cl.1976), pregiudicato;

12. Costantino Grasso, (cl.1971), inteso “Nuccio”, pregiudicato;

13. Domenico Antonino Grasso, (cl.1974), pregiudicato, già detenuto per altra causa;

14. Alfio Grazioso, (cl.1982), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari per altra causa;

15. Alessandro Malerba, (cl.1978), pregiudicato, già detenuto per altra causa;

16. Roberto Malerba, (cl.1974), pregiudicato,già detenutoper altra causa;

17. Sebastiano Mazzei,(cl.1972), inteso “Nuccio u carcagnusu”, pregiudicato, già detenuto per altra causa;

18. Giovanni Miuccio, (cl.1952), pregiudicat0;

19. Giovanni Papa, (cl.1981), pregiudicato;

20. Francesco Renda, (cl.1974), pregiudicato, già detenuto per altra causa;

21. Giuseppe Chinnici, (cl.1982), per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;

22. Antonino D’Amico, (cl.1970),per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;

23. Daniele Di Mauro, (cl.1982), per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;

24. Antonino Giuffrida, (cl.1978), per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;

25. Mario Salvatore Giuffrida, (cl.1975), inteso “Massimo”, pregiudicato, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;

26. Serafino Panassidi, (cl.1965), per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;

27. Emanuele Pavone, (cl.1966), pregiudicato,per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;

28. Mirko Antonino Santonocito, (cl.1986),per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;

29. Gaetano Sciacca, (cl.1975), per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari;

ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (famiglia Mazzei “Carcagnusi”), associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime, estorsioni, rapina, furto e reati in materia di armi, aggravati dall’art.7 L.203/91.

L’importanza dell’operazione è determinata non solo dalla presenza, tra i soggetti colpiti dal provvedimento in parola,  dei vertici della cosca, rappresentati da Sebastiano Mazzei e Costantino Grasso, quest’ultimo responsabile della squadra di Lineri, frazione di Misterbianco, ma soprattutto dalla circostanza che le indagini hanno evidenziato le nuove modalità estorsive poste in essere da soggetti mafiosi in favore di imprenditori e commercianti in difficoltà economiche.

In particolare è venuta alla luce una prassi estorsiva già da tempo nota agli inquirenti ma che in questa indagine ha mostrato essere divenuta, per alcuni gruppi mafiosi, il principale strumento di guadagno illecito soppiantando la tradizionale estorsione ai piccoli commercianti. Si tratta del recupero credito in favore degli imprenditori e commercianti che a volte vantano crediti, che non riescono a soddisfare per le vie legali, di decine di migliaia di euro. L’intervento dell’organizzazione mafiosa è ritenuto per i clan maggiormente sicuro rispetto alla tradizionale estorsione, in quanto il mafioso che interviene per mediare tra il creditore ed il debitore agisce per far valere un diritto di credito e confida che il debitore, per tale motivo, non denunci alle forze dell’ordine. Inoltre la caratura criminale del mafioso, generalmente, porta il debitore a pagare il proprio debito senza che questi debba ricorrere a particolari minacce potendo far valere la forza di assoggettamento in un determinato territorio.

Dal canto suo il creditore, pur dovendo cedere una considerevole parte del proprio credito al gruppo mafioso, preferisce rivolgersi al malavitoso del quartiere per non essere costretto ad adire le vie legali instaurando giudizi civili della durata di diversi anni che non danno alcuna garanzia del reale pagamento del credito neanche dopo aver ottenuto una sentenza favorevole. A carico dei commercianti ed imprenditori che si sono rivolti all’organizzazione mafiosa per recuperare i propri crediti, su richiesta della Procura, il GIP ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari ed è stato loro contestato il reato di concorso in estorsione attuata con modalità  mafiose.

L’indagine ha tratto origine, sul finire del 2012, allorquando personale della Squadra Mobile di Catania, nel perquisire l’abitazione di Costantino Grasso, rinveniva alcuni block-notes sui quali, in una sorta di “libro mastro”, erano annotate diverse voci ordinate per Entrate e Uscite, evidenzianti la tipica movimentazione economica riguardante somme estorte a commercianti e gli “stipendi” consegnati ai familiari dei detenuti, nonché quella che poi si rivelerà essere la compravendita di sostanza stupefacente. Nei block-notes, contraddistinti nella copertina con la voce Entrate o Uscite, a seguito di una certosina e laboriosa attività di decriptazione svolta dagli inquirenti, risultava contabilizzata e messa a “bilancio” la vita dell’organizzazione, tanto da essere comprese le spese sostenute nel periodo natalizio per l’acquisto di panettoni da distribuire alle famiglie dei detenuti, agli appartenenti ed affiliati all’organizzazione, compresi quelli, acquistati il 24 dicembre 2010 per un valore complessivo di 400 euro, da destinare a Sebastiano Mazzei.

Il prosieguo dell’attività è stato possibile di riscontrare la piena operatività del clan Mazzei, retto dal noto Sebastiano Mazzei, destinatario della misura in parola, già tratto in arresto lo scorso 10 aprile dopo un anno di latitanza, che risulta ancora organizzato nelle squadre del c.d. “Traforo” e di Lineri, quest’ultima gestita dal predetto Costantino Grasso, responsabile della c.d. “pignata”,

termine convenzionale utilizzato nelle intercettazioni dagli associati per indicare la cassa comune. Nel corso delle indagini, sono stati arrestati in flagranza di reato alcuni affiliati mentre ritiravano il “pizzo” presso due attività commerciali e si è proceduto al sequestro di sostanza stupefacente e di armi, in particolare kg. 8 di marijuana ed un fucile a canne mozze rinvenuti e sequestrati, il 30 aprile del 2013, all’interno di una bottega nella disponibilità di Alfio Grazioso. Uno dei destinatari è irreperibile perché all’estero.

L’operazione è stata denominata “Enigma”.

Il sindaco di Catania Enzo Bianco plaude all’azione della Magistratura e delle Forze dell’Ordine che oggi hanno sferrato un duro colpo al clan mafioso dei Mazzei.
“Sono felice − afferma il primo cittadino − per questa nuova, importante azione delle Procura delle Repubblica guidata da Giovanni Salvi che ancora una volta dimostra grande professionalià, capacità investigative e d’intervento. Sono grato alla Magistratura catanese, come del resto a tutte le Forze dell’ordine, che con l’impegno e l’azione quotidiana affermano giorno per giorno la presenza dello Stato e delle sue Istituzioni nel territorio”.
“La lotta per affermare la legalità nella nostra città − continua Bianco – segna oggi un’altra vittoria importante che deve essere da tutti accolta con soddisfazione. Senza legalità non c’è sviluppo. Annientare la mafia, metterla nelle condizioni di non nuocere più all’intera società, diventa un passo fondamentale per fare crescere Catania, la sua provincia, l’intera isola in maniera che finalmente si possa uscire dalla povertà, dal servaggio e da tutte le altre negatività per proiettarci sulla scena internazionale alla pari con tutti gli altri”.

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