GIARRE  – Il capolista di “Scienza e tecnica” per la presidenza dell’Ordine dei commercialisti, il dott. Antonio Pogliese, ha esposto ieri il suo programma agli iscritti, prima all’istituto mons. Savastadi Paternò e, dopo,al Sicilia hotel di Giarre, sottolineando la necessità della categoria di adeguarsi ai tempi tramite un’offerta professionale adeguata alle nuove esigenze del mercato. L’incontro è stato animato da un forte dibattito in cui Pogliese ha dato risposte ferme a una categoria di dottori commercialisti stanca di non essere considerata, di non essere rilevante nella società e, quindi, emarginata dalle istituzioni e dai salotti decisori del capoluogo etneo.

«L’Ordine deve abbandonare la gestione tecnico-burocratica per impossessarsi di un modo di agire scientifico-politica. Deve essere propositivo anche nella definizione dei modelli per avvicinarsi alla certezza del diritto», spiega Pogliese.

Il capolista si è focalizzato soprattutto sulla parte del suo programma relativa alla tutela della categoria per i rischi giudiziari in sede civile e penale, rilevando che la liquidità della società di oggi, inizialmente teorizzata da Bauman e oggi verificata nel quotidiano, sia una fra le cause della continua produzione di nuovi modelli giuridici, spesso non definiti e non adeguatamente raccordati con quelli preesistenti.

Ed è in questo contesto che Pogliese svela le luci e le ombre di un settore che, per certi aspetti, sembra sommerso.«In uno stato di diritto per modelli, quanto detto prima presenta notevoli criticità – spiega –poiché il confine fra lecito ed illecito è lasciato alla discrezionalità del legittimo controllo postumo.Ciò potrebbe essere una delle concause del numero sempre crescente di procedure fallimentari durante questo periodo di crisi economica e dell’aumento delle azioni giudiziarie a carico di diversi colleghi».

«Il consiglio dell’ordine è tenuto ad analizzare le cause del progressivo incremento di tali azioni giudiziarie – tuona Pogliese – e deve dare il proprio costante significativo contributo di scienza nell’ulteriore definizione dei modelli. L’ordine, dunque, deve possedere le leve della convegnistica e della formazione per contribuire a tale definizione. Ritengo, quindi, che sia il momento di governarlo con una visione strategica politica, ottenendo il giusto riconoscimento nei salotti decisori della città. Questo è solo uno degli obiettivi che sono pronto a realizzare nel biennio 2017-2018 che mi vedrà impegnato anche a sostegno dei giovani e del territorio».

 

 


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