Carmelinda Comandatore

 

SIRACUSA – “Lo Scambio” vince l’Ortigia Film Festival. “Un’opera che con pochi movimenti narrativi precisi, una recitazione trattenuta ed una fotografia rigorosa implode in tragedia che risuona tra le mura domestiche senza fare rumore all’esterno”: è questa la motivazione pronunciata dalla giuria dell’ottava edizione del festival siciliano, presieduta da Niccolò Ammaniti, che ha premiato “Lo Scambio” quale Miglior film, tra i lungometraggi in concorso quest’anno.

A pochi giorni dall’anniversario della strage di via D’Amelio, arriva un grande riconoscimento per il film ambientato nella Palermo di vent’anni fa, che racconta del rapimento, per mano della mafia, di un bambino. Una storia torbida che si lega alla vita di una coppia: una quarantenne tormentata dal fatto di non aver mai avuto figli e un commissario di polizia dedito al suo lavoro. «Volevo fare un film su una storia criminale tratta da fatti realmente accaduti, – aveva dichiarato il regista, Salvo Cuccia, in occasione dell’uscita del lungometraggio-. Volevo sondare la natura dei personaggi e delle situazioni, per estrarne una drammaturgia che vivesse di vita propria. Mi interessava anche andare in direzione di un racconto oscuro, in cui ciò che appare rivela crepe che via via si allargano in un gioco di svelamenti».

Un grande successo di pubblico e una grande soddisfazione per il direttore artistico, Lisa Romano, che ha ringraziato le istituzioni che hanno sostenuto il festival ambientato nella splendida Ortigia, dal Comune di Siracusa al MIBACT e la Regione Siciliana, senza dimenticare i numerosi artisti che hanno partecipato, rendendo unica l’ottava edizione: da Laura Morante a Niccolò Ammaniti e Veronica Pivetti, che ha presieduto la giuria che si occupata di valutare i cortometraggi, premiando “Quasi Eroi” di Giovanni Piperno, che ha saputo realizzare un’opera che “con sapienza cinematografica racconta la periferia romana in maniera originale, ironica e carica di umanità”.

Il premio quale Miglior Interprete è andato a Davide Giordano, per il film“Pecore in Erba” di Alberto Caviglia, per essere riuscito “grazie ai suoi silenzi e ad un’espressività intensa e mai carica, un novello Zelig romano ed anticonvezionale”. Ad “Italy 2050” è andato, invece, il Premio Rai Cinema Channel. Il corto diretto da Pablo Apiolazza ha saputo “trasportare, in pochi istanti, in un futuro ricco di speranza, di amore per il nuovo e di rispetto per la nostra storia”. Una motivazione, che racchiude anche i temi centrali dell’Ortigia Film Festival, che anche quest’anno, attraverso la proiezione di film nazionali e internazionali, ha voluto porre l’accento su questioni importanti che riguardano la sostenibilità ambientale e umana, tanto da poterlo definire un “Eco-Festival”, capace di sensibilizzare un pubblico sempre più attento alle criticità del nostro ecosistema.

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