Riceviamo e pubblichiamo.

In merito al sopralluogo dei Sindaci del Distretto Socio Sanitario di Giarre nell’Ospedale “s. Marta” di Acireale e con riferimento a quanto dichiarato dal Presidente del tdm di Acireale, pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” del 20/01/2017, pagina locale di Acireale, i Sindaci del Distretto Socio Sanitario n. 17 rilasciano la seguente dichiarazione

GIARRE – “Il sopralluogo effettuato da noi Sindaci del Distretto presso il Pronto Soccorso di Acireale mercoledì scorso certamente non era mirato alla delegittimazione del nosocomio acese, perché non è nostra intenzione appropriarci di ciò che non ci appartiene, ma solamente abbiamo voluto controllare di persona, nella qualità di massima autorità sanitaria locale, le condizioni che trovano i nostri concittadini nel momento in cui sono costretti a ricorrere a prestazioni sanitarie erogate a chilometri di distanza e in una struttura che attualmente non è in grado, a nostro giudizio, di far fronte ad un bacino di utenza di oltre duecentotrentamila abitanti.

Siamo d’accordo con il Sindaco Barbagallo sulla collaborazione di tutti per migliorare e potenziare ulteriormente i servizi resi dalla struttura ospedaliera perché il nostro unico obiettivo è quello di riavere a Giarre un Ospedale di base con il Pronto Soccorso, (senza alcun interesse volontà di  competizione con la vicina Acireale), però non comprendiamo come mai tutti gli altri ospedali riuniti siciliani (e in provincia di Catania abbiamo Caltagirone-Militello. e  Paternò-Biancavilla-Bronte ) pur avendo dei servizi razionalizzati hanno ognuno il proprio Ospedale di base e relativo Pronto Soccorso, mentre Giarre risulta essere l’unico esempio siciliano di Ospedale di Base e annesso Pronto Soccorso chiuso pur avendo un’utenza rispondente a quanto previsto dal Decreto Balduzzi così come gli altri requisiti stabiliti per legge.

Forse perché senza la nostra utenza Acireale non sarebbe riuscita ad ottenere gli Standard previsti per avere un DEA di primo livello, calpestando qualsiasi criterio di razionalizzazione dei costi giacchè a meno di 7 chilometri si trova un DEA di II livello (il Cannizzaro)?

Una razionalizzazione effettuata con criterio e nel rispetto paritario di tutti i cittadini avrebbe certamente richiesto il mantenimento di ambedue i Pronto Soccorso e ospedale di base, così da alleggerire il carico di utenza di prima necessità di entrambe le comunità, salvo ricorrere alle alte specialità del vicino centro dell’Ospedale Cannizzaro.

Al Coordinatore locale del Tdm di Acireale, sig. Musmeci, rivolgiamo l’invito a verificare meglio la normativa che riguarda le competenze del Sindaco e, qualora le affermazioni pubblicate sul quotidiano “La Sicilia” corrispondano al vero, lo diffidiamo ad utilizzare nei nostri confronti, quando svolgiamo compiti Istituzionali, termini più adeguati e consoni al ruolo che esercitiamo soprattutto senza utilizzare appellativi che restituiamo al mittente. Gli suggeriamo di confrontarsi ed informarsi sulle battaglie che la sezione di Giarre del Tdm presieduta dal sig. Pino Patanè, unitamente alla rete delle Associazioni porta avanti da oltre 10 anni a tutela del Diritto alla Salute del nostro Distretto Sanitario.

Il sig. Musmeci, prima di rilasciare dichiarazioni ad un organo di stampa avrebbe avuto il dovere di informarsi per apprendere che, nella mattinata del 18 gennaio, si è prontamente inviato una PEC al Commissariato di Polizia di Acireale per avvisare del nostro sopralluogo e soprattutto si è avuta la doverosa sensibilità Istituzionale di telefonare all’amico Sindaco Roberto Barbagallo per comunicare le nostre intenzioni.

Lo invitiamo vivamente ad occuparsi delle problematiche dei residenti nell’ambito del locale Tdm e lasciare a noi Sindaci l’esercizio delle azioni per le giuste rivendicazioni dei nostri cittadini che certamente chiedono cure, sicurezza e qualità della vita, ma anche rispetto e pari dignità nell’esercizio del diritto alla Salute.

Firmato I Sindaci del Distretto Socio Sanitario n. 17

Angelo D’Anna – Giarre, Vincenzo Caragliano – Riposto, Luigi Messina – Mascali, Marco Alosi – Fiumefreddo di Sicilia, Giuseppe Intelisano – Calatabiano , Ignazio Pulisi – Piedimonte Etneo, Rosa Maria Vecchio – Linguaglossa, Salvatore Barbagallo – Castiglione di Sicilia, Giuseppe Nicotra –Sant’Alfio, Alfio Cosentino – Milo)

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