CATANIA – La ricorrenza dell’8 Marzo “Giornata internazionale della donna” è per la Cisl l’occasione per una riflessione sul mercato del lavoro nel territorio etneo, dopo sette anni di crisi, e sulle misure che possono essere assunte oggi sia sul piano del welfare locale sia su quello dell’occupazione.

“In questo difficile periodo – afferma Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl di Catania – abbiamo più volte sollecitato azioni e proposto iniziative a favore del lavoro. Purtroppo, sono stati insufficienti gli interventi concreti e con risultati riscontrabili da parte istituzionale”.

A Catania, in dieci anni, dal 2004 al 2014, secondo l’Istat, si sono persi 111mila posti di lavoro, il numero degli occupati è passato da 303mila a 292mila; il tasso di occupazione è passato dal 42,5% al 38,9%; il tasso di disoccupazione, da 14,7 al 19,2%; il numero delle persone in cerca di lavoro è passato da 52mila a 69mila; il numero di inattivi, da 353mila a 383mila.

I dati dell’Istat illustrano una situazione in cui gran parte delle famiglie catanesi appaiono gravate da pesanti disagi economici. Ma è in tutta la Sicilia che la condizione delle famiglie è allarmante: una famiglia su tre (il 32,5 per cento del totale) è indigente.

E sono le donne a scontare il peso maggiore della crisi: nell’Isola, il tasso di occupazione femminile, dai 15 ai 29 anni, è del 12,23%. Il restante 87,77% è costituito da donne disoccupate, inoccupate, in cerca di prima occupazione o anche Neet, ovvero giovani che non studiano, né si formano, né cercano lavoro.

“È questa una condizione – commenta Rotolo – che inevitabilmente si ripercuote sulle condizioni economiche di moltissime famiglie. Il sistema sociale locale ha il compito di intervenire per alleviare i disagi di famiglie monoreddito, disoccupati, pensionati. I fondi messi a disposizione dal Piano di azione e coesione/Servizi di cura hanno permesso di attivare servizi aggiuntivi per l’infanzia e per gli anziani non autosufficienti, come l’assistenza domiciliare, le ludoteche, i voucher familiari. In tal senso, ad esempio, è positivo che a Misterbianco si possa riattivare il servizio di asilo nido: è un aiuto alle famiglie, un sostegno indiretto a conciliare i tempi di cura, famiglia e lavoro”.

Purtroppo, però, c’è ancora troppo da fare sul tempo pieno nella scuola pubblica, dove la Sicilia sconta un profondissimo distacco con il resto del Paese. “E Catania – aggiunge Rotolo – presenta l’anomalia di una scuola dell’infanzia dove anche tenere il tempo normale è difficile, visto che le sezioni a tempo ridotto prevalgono sul tempo normale: 747 contro 458. Una condizione che penalizza le famiglie più bisognose e che rende impossibile conciliare le esigenze di cura con quelle del lavoro”.

Secondo la segretaria generale della Cisl etnea, “sul piano dell’occupazione, allora, vanno approntate le misure per far ripartire il lavoro produttivo con investimenti per valorizzare e regolarizzare il lavoro di cura di badanti e colf, e nel settore dei servizi; va accompagnato il contratto a tutele crescenti con gli sgravi fiscali, perché diventi opportunità concreta di lavoro anche a Catania, e approvato al più presto il decreto per la conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro”.

Tale decreto contiene importanti novità e anche maggiori opportunità per le donne: allunga il periodo dei congedi parentali, che vengono estesi anche a lavoratori e lavoratrici iscritti alla gestione separata Inps, quindi lavoratori autonomi, liberi professionisti e anche precari; diventa possibile rinviare e sospendere la maternità presa per adozioni e affidamenti; mette maggiore attenzione su donne vittime di violenza, così come richiesto da anni dalla piattaforma Cisl sulla violenza, che possono astenersi dal lavoro, per un massimo di tre mesi.

“Le iniziative della Cisl per le donne – annuncia Rotolo – andranno anche fuori dalla Sicilia, attraverso il progetto di cooperazione internazionale Cisl-Iscos per offrire un valido sostegno alle donne e ai minori del Pakistan. Centro del progetto sono le fornaci di mattoni dove lavoratori senza futuro, insieme alle loro mogli e ai loro figli, lottano quotidianamente per una sopravvivenza senza speranza”.

“Insomma – conclude la numero uno della Cisl catanese − l’impegno delle donne e per le donne della Cisl vuole essere una risorsa contro ogni povertà e continuare a essere costante, determinato e propositivo. Le difficoltà del contesto sono diverse e complesse, attraverso la progettualità che ci contraddistingue continueremo a mettere in campo il nostro contributo insieme con tutte le realtà locali impegnate per lo sviluppo del territorio e la rinascita di Catania”.

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