di Anita Rapisarda

Scriveva Oriana Fallaci questo bellissimo pensiero sulla donna: “Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata”. L’emancipazione femminile ha rappresentato negli ultimi secoli la ricerca di un’uguaglianza formale, e sostanziale, tra la donna e l’uomo. L’8 marzo ricorre ogni anno la festa della donna che ha origini molto antiche, e tale scelta risale ad una tragedia accaduta nel 1908 che ha visto come protagoniste le operaie dell’industria tessile Cotton di New York, che scioperarono contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare. Lo sciopero andò avanti per giorni, fino a quando appunto l’8 Marzo i proprietari dell’azienda bloccarono le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire, scoppiò un incendio e 129 di loro morirono. La mimosa venne scelta come fiore per commemorare le operai morte durante un incendio nella fabbrica di New York. In questa giornata sono numerosi gli eventi che ricordano le lotte delle donne, nonché i festeggiamenti per passare una serata diversa dal solito, magari per gustare la torta mimosa, dolce simbolo dell’8 Marzo. Le grandi donne del passato, quelle che hanno fatto la storia, come la Montessori, Rita Levi Montalcini, Oriana Fallaci, Margaret Thatcher, Evita Peròn, Madre Teresa di Calcutta, Lady Diana, donne che con il proprio spirito libero si sono imposte, hanno fatto valere la propria opinione ma soprattutto la loro immensa umanità e intelligenza. Essere donna e far valere i propri diritti in un mondo dove solo l’uomo può ricoprire determinati ruoli, prendere decisioni importanti diventa una lotta continua. Una donna, nell’immaginario collettivo dell’uomo, è colei che deve semplicemente accudire i figli e la casa, e negli ultimi anni a causa della crisi eventualmente può andare anche a lavorare. In Russia le donne non possono indossare slip di pizzo, in Indonesia le donne non possono sedersi a cavalcioni su una moto. In Swaziland sud africa le donne non possono indossare minigonne, e jeans a vita bassa. In Arabia Saudita le donne non possono guidare perché per farlo sarebbe necessario scoprire il volto, altra cosa vietata nel paese. Le donne protestano contro il divieto di guidare dal 1990, e con i movimenti della primavera araba il movimento si è rafforzato: nell’ottobre 2013, decine di donne hanno deciso di guidare quotidianamente per le strade del loro paese, nonostante il divieto sia ancora intoccato. In India le bambine non sono registrate all’anagrafe, non giocano, non vanno a scuola, sono considerate un costo per la famiglia, per questo sono costrette a sposarsi giovanissime, anche a 12 anni. In Francia le donne non potevano indossare i pantaloni secondo una vecchia legge fino al febbraio 2013. In Italia, il 10 marzo 1946, con il decreto legislativo il consiglio dei ministri estese il voto anche alle donne che avessero compiuto la maggiore età all’epoca 21 anni, e le donne finalmente votarono per la prima volta nel corso delle elezioni amministrative del marzo e aprile 1946 e, successivamente, per il celebre referendum monarchia-repubblica del 2 giugno 1946. Nessuna donna in Italia è mai stata presidente della Repubblica e intanto in Germania la più potente nazione europea, che non conosce la crisi, è guidata da Angela Merkel che dal 22 novembre 2005 ricopre la carica di Cancelliere della Germania.

Scrivi