Nasce a Pachino l’associazione onlus a difesa dei pantani della Sicilia Sud-Orientale, denominata “Comitato per la Gestione dei Pantani della Sicilia Sud-Orientale”.

L’associazione è composta da tutti i  rappresentanti delle categorie produttive  ed è presieduta dal dottor Corrado Figura che dichiara: “Il territorio pachinese  è una grande risorsa economica e pertanto va gestito con grande intelligenza e in totale sinergia con il mondo agricolo, ambientale e venatorio, come già accade in molte parti d’Italia (laguna di Orbetello, lago di Lesina, fiume Po) dove mondo ambientalista e venatorio collaborano in totale sinergia per il bene comune. Ogni forma di imposizione è contro il vivere sociale. Crediamo in un vento nuovo che soffia all’interno del Comune di Pachino dove il buon senso e la cultura faranno da padroni. In questi anni siamo stati fiduciosi verso le istituzioni e l’ultima sentenza della Corte Costituzionale ci ha dato ragione. Non si possono istituire Riserve senza la totale coesione con le comunità locali e in contrasto con le consuetudini. L’istituzione selvaggia di riserve va in totale collisione con l’agricoltura pachinese che rappresenta l’unica fonte di reddito per le famiglie. L’associazione si opporrà all’istituzione della Riserva per difendere le tradizioni locali come la cultura venatoria, la coltivazione del pomodorino di Pachino e la pesca nelle acque interne. Saremo contro ogni imposizione dall’alto e per questo chiediamo al sindaco di Pachino di istituire una commissione formata dai vari rappresentanti delle categorie produttive e delle associazioni di categoria che di concerto, con la Regione e gli enti locali, possano trovare la giusta sinergia e coesione mai raggiunta. La nostra proposta – conclude il dottor Corrado Figura – è quella  di affidare una parte dei pantani alla nostra associazione per la conduzione della caccia nelle zone umide  (tipica della cultura venatoria pachinese) e gestirle in totale coesione con il mondo ambientalista e le istituzioni locali creando nuove opportunità di lavoro. Proponiamo inoltre di istituire degli osservatori faunistici per gli studi scientifici della migrazione e di finanziare annualmente borse di studio per i neolaureati meritevoli ma meno abbienti. Il nostro ambizioso progetto sarà un trampolino per tanti giovani neolaureati in agraria, biologia, antropologia e veterinaria che non vogliono lasciare la propria terra ma utilizzare le risorse che la natura offre”.

 

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