L’Ordine dei giornalisti e l’Assostampa diffidano il sindaco a proseguire nell’assegnazione dell’incarico di collaborazione

PACHINO – Il segretario regionale dell’Associazione siciliana della stampa, Alberto Cicero, e il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, hanno diffidato il sindaco di Pachino a proseguire nell’assegnazione dell’incarico di collaborazione per l’ufficio stampa, per il quale lo scorso 29 dicembre è stato lanciato un avviso di selezione pubblica. L’atto è stato recapitato  per posta elettronica certificata.
La diffida verte, soprattutto, su quattro punti: il mancato riferimento, nell’avviso, alle leggi sugli uffici stampa (la 150 del 2000 recepita in Sicilia con la 2 del 2002); la mancata applicazione, al collaboratore selezionato, del contratto di lavoro giornalistico; l’incompatibilità tra la professione giornalistica e le altre mansioni previste nell’oggetto dell’incarico; la “illogicità” di un avviso di selezione la cui scelta sarà effettuata “intuitu personae” e “a insindacabile giudizio” del sindaco.
“La diffida – spiega il segretario Cicero – è partita dopo svariati e infruttuosi inviti del presidente del Gruppo uffici stampa, Francesco Di Parenti, e del segretario provinciale, Damiano Chiaramonte, a revocare e modificare l’avviso di selezione assieme al sindacato dei giornalisti per adeguarlo alle norme in vigore. Ciò non è avvenuto, per cui siamo stati costretti ad intervenire formalmente con l’assistenza del nostro consulente legale. Diffide come quella al sindaco di Pachino sono, purtroppo, sempre più frequenti. Temiamo che la scellerata decisione del presidente della Regione, Rosario Crocetta, di privarsi dell’Ufficio stampa e di comunicare nelle forme più svariate e discutibili, abbia fatto molti proseliti all’interno della Regione e negli altri enti pubblici, comuni in testa. Assistiamo, da qualche tempo, alla scelta di addetti stampa e portavoce attraverso forme tanto fantasiose quanto inaccettabili. Iniziative che tenteremo di bloccare in ogni modo, soprattutto quando mettono in discussione la dignità e la deontologia delle professione giornalistica”.

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