Catania. ” Se esci è colpa tua” Suonano così, secondo molti degli abitanti dei paesi etnei, le allerte meteo diramate in questi giorni dalla protezione civile e dalle amministrazioni. Delle toppe messe malamente nelle falle organizzative, che più che garantire il benessere dei cittadibi, servirebbero a scaricare eventuali responsabilità. Sono stati giorni meteorologicamente difficili per tutto l’interland catanese, soprattutto per i paesini pedemontani, investiti da bufere di neve e imbiancati come cartoline dell’alta montagna. Peccato, che di suggestivo e poetico ci siano solo i candidi paesaggi spennellati di fiocchi ghiacciati, perchè oltre a neve e pioggia i comuni ai piedi dell’etna sono stati inondati da un cumulo di disagi. Strade chiuse, macchine in panne, nessun mezzo spargi sale o spazza neve giunto in tempo per arginare il disastro, nessun sostegno concreto da parte della protezione civile che non si sarebbe adeguatamente coordinata con le amministrazioni comunali. Questa la denuncia degli abitanti. E sono tante e rabbiose le testimonianze che arrivano al nostro giornale.

“Ieri mattinasono uscito intorno le 7:10 per andare a lavoro- racconta il giovane Giuseppe Platania,residente a Pedara- Che nelle traversine ci sia gelo e ghiaccio lo capisco e ci sto attento. Imboccando la Via Etnea a scendere, quindi direzione Tremestieri provenendo da via Ombra, appena dopo il supermercato MD, ho visto che c’era la fila e comincio a rallentare. Non appena ho toccato il freno, l’auto non rispondeva e slittava così da andare in testacoda, sfiorare il muretto alla mia dx e fermandosi, miracolosamente, senza urtare nessun ostacolo. La velocità era sui 30 -35 in discesa. Mi metto in coda e non si fanno passi avanti perchè era tutto bloccato dalal strada ghiacciata. Allora ho dovuto invertire la marcia, risalire e posteggiare al rifornimento Q8 nei pressi della rotonda. Lascio l’auto e a quel punto decido di andare a piedi a Pedara centro a ritirare una raccomandata. Lo scenario che mi si è presentato man mano salendo era da brividi in tutti i sensi: auto ferme e abbandonate perchè non più manovrabili ed alcune incidentate nei muri o spartitraffico; persone che chiedevano come fosse la situazione più in basso; chi sapeva da altri amici o parenti che a Tremestieri avevano chiuso strade così come fatto in altri comuni come lo stesso Pedara, Trecastagni e San Giovanni La Punta. Nessuna unità del personale della protezione civile o Forestale piuttosto che agenti delle forze dell’ordine a coordinare l’emergenza. Ci si reggeva in piedi a stento.”

” Mia sorella è uscita col marito per esigenze personali- racconta Valentina Castorina, residente a Mascalucia- non è potuta rientrare in casa perchè al suo rientro le strade sono state bloccate a causa della neve. Era notte fonda! E’ assurdo! E se non avesse avuto nessuna che l’ospitava? Avrebbe dormito in macchina rischiando l’assideramento???”

Situazioni al limite del paradossale, che mettono in evidenza i paradossi di alcuni interventi e le mancanze di altre. Che Catania non sia una città avvezza alla neve lo sappiamo già, ma la difficoltà di gestione delle emergenze meteo sta diventando sempre più un marchio di fabbrica delle nostra terra…

Nicoletta Castiglione

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