Gaetano Benincasa coordinatore di F.I. Nel Calatino: “Pagano sempre i cittadini e nella città dell’arancia rossa manca una politica di sviluppo”. L’esempio di Mirabella Imbaccari.

di Santo Malandrino

Tempi duri per i cittadini di Palgonia. Toccherà, infatti, i massimi livelli la pressione fiscale dopo l’approvazione, da parte del Consiglio comunale,  delle nuove tariffe e aliquote.

E’ la prima, forte, conseguenza, come abbiamo scritto su queste pagine, della dichiarazione di dissesto da parte dell’ente locale lo scorso 3 giugno.

Provvedimenti che colpiscono in maniera indiscriminata cittadini, famiglie e aziende con profili di aumenti inaccettabili e antisociali, anche se il primo cittadino, Valerio Marletta, è comunque convinto che “gli aumenti sono più apparenti che reali, con agevolazioni per i meno abbienti”.

Ora il rischio è un’ulteriore impennata dell’evasione che negli ultimi anni ha superato il 60%.

Insomma, il cane che si morde la coda e mette in evidenza i limiti amministrativi che hanno provocato questa grave situazione politica, economica e sociale.

Di questo e di altre cose abbiamo parlato con Gaetano Benincasa, 37 anni da qualche giorno, già assessore comunale, eletto nel coordinamento provinciale del PDL e successivamente nominato da Vincenzo Gibiino, coordinatore nel Calatino di Forza Italia; candidato alla poltrona di sindaco di Palagonia nel 2008 mancò l’affermazione per una “manciata” di voti.

“Purtroppo – dice amareggiato Benincasa – Marletta si è rivelato il sindaco delle chiacchiere e dei proclami. L’attuale amministrazione eletta oramai da oltre due anni, in campagna elettorale aveva sbandierato ai quattro venti il vessillo dell’antimafia puntando poco sui programmi di sviluppo e di rilancio economico e sociale della comunità”.

“Ebbene dopo questo arco di tempo i miei timori si sono rivelati fondati, poiché  assistiamo solo a comizi contro questo o quell’altro personaggio e mai ad un’azione concreta finalizzata ad una politica di sviluppo”.

“Il Comune è paralizzato, ufficio bandi regionali ed europei inesistente, dialogo con le amministrazioni sovra comunali pressoché nullo.Allora mi chiedo si può andare avanti con le chiacchiere di bottega nascondendosi sotto la veste della presunta legalità, preciso presunta poiché la nostra amministrazione si sta specializzando in una politica di bassissimo rilievo e piccoli favori”?.

E intanto i cittadini dopo la dichiarazione del dissesto si sono visti presentare dall’amministrazione il salatissimo conto delle tasse e delle tariffe schizzate al massimo.

“E proprio cosi – continua Benincasa, che non usa mezzi termini – l’epilogo si è avuto con la dichiarazione di dissesto finanziario del 3 giugno scorso, dissesto votato dopo due anni e mezzo e dopo avere usufruito dei fondi del DL35. A proposito, sindaco Marletta, dove sono andati a finire questi soldi? Davvero non si poteva evitare il dissesto che dopo l’approvazione, delle nuove aliquote e tariffe, massacrerà la nostra comunità?”

“Gli aggettivi giusti  per definire l’amministrazione Marletta – prosegue il coordinatore di Forza Italia – sono pressapochismo, incompetenza e presunzione in un delirio di onnipotenza inaccettabile, per questo abbiamo chiesto ufficialmente, in un comizio nella piazza principale del paese, le dimissioni del sindaco o almeno un confronto sulle tematiche. Naturalmente nessuna risposta”.

Eppure altri paesi del Calatino, seppure in difficoltà, si sono rimboccati le maniche tentando un approccio diverso con la crisi, come nel caso di Mirabella Imbaccari.

Mirabella“Certo – riprende Benincasa – nel marasma generale il comune di Mirabella Imbaccari sta facendo un ottimo lavoro e dovrebbe essere di esempio alle altre amministrazioni del Calatino con i bilanci comunali all’osso. Il sindaco Vincenzo Marchingiglio sta cercando di attrarre finanziamenti dall’esterno attraverso l’istituzione di un gruppo di lavoro composto da dipendenti comunali e consulenti esterni che prestano la loro opera a titolo gratuito. E’ gia in programma un bando per assegnare terreni comunali ai mirabellesi, facendo poi da tramite con l’Agenzia del Microcredito per favorire un’attività imprenditoriale nel campo agricolo per la coltivazione dello zafferano”.

“Un’amministrazione virtuosa – dice ancora Benincasa – che non si limita al sostegno economico e all’assistenza, ma fa da tramite e da stimolo per creare sviluppo. Immaginate 15 giovani disoccupati che diventano imprenditori”.

“Questi sono gli esempi da seguire – conclude Benincasa – che sono l’opposto dell’immobilismo che regna sovrano a Palagonia, una laboriosa città che merita una amministrazione fattiva  che porti risultati concreti in termini di sviluppo e lavoro”.

Santo Malandrino

         

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