Al sindaco non è bastato licenziare alcuni dipendenti per far quadrare i conti e l’Ente affonda nei debiti

Ormai è certo: il Comune di Palagonia, guidato dal sindaco di Rifondazione Comunista, Valerio Marletta, è in dissesto.

L’Ente non è più in grado di offrire il minimo dei servizi ai cittadini perché da tempo è in una situazione finanziaria disastrosa.

Che lo stato delle cose fosse drammatico, il sindaco Marletta lo sapeva bene. Eppure nel suo programma elettorale, strapieno di un’ incredibile serie di pregiudizi, miti, feticci e tabù, presentandosi all’elettorato aveva garantito che avrebbe ridato lustro al paese, che una nuova primavera si annunciava spinta dal vento del cambiamento. Invece, al suo attivo, tanti proclami, tanti slogan, tante accuse nei confronti di chi lo aveva preceduto, qualche spettacolo in Piazza Garibaldi per le feste comandate, tanto per non scontentare i cittadini, qualche incarico di consulenza legale a “compagni d’area”, ma soprattutto l’annullamento delle delibere di assunzione nei confronti di quattro dipendenti. Trincerandosi dietro il paravento di un’inchiesta della Corte dei Conti e di una relazione ispettiva del M.E.F. dove, in nessuna di quelle pagine è scritto che si dovevano licenziare, dopo sei anni, dei dipendenti, il sindaco comunista, e questo è davvero un paradosso, ha mandato a casa gli ultimi “stabilizzati”, forse pensando così di abbattere le spese e sanare i conti dell’Ente.

La “spending review” fatta in casa, spicciola e di facile attuazione, sulle spalle di quattro famiglie piombate dall’oggi al domani nella disperazione.

Ciò nonostante il Comune affonda in un mare di debiti fuori bilancio per milioni di euro, con l’aggravante che l’Ufficio tributi si è visto costretto a stralciare, su indicazione della Corte dei Conti, residui attivi non più esigibili, per circa tre milioni di euro che fanno lievitare ulteriormente le passività.

Intanto fioccano le sentenze di risarcimento e non sono bastati gli otto milioni di euro del decreto 35/2013 per liquidare aziende e professionisti perché in questi giorni l’Amministrazione e il Consiglio comunale sono chiamati, l’ultima riunione dell’assise cittadina è di ieri 4 aprile, al riconoscimento di debiti fuori bilancio per altri sette milioni di euro.

E domenica 5 aprile, il primo cittadino riferirà ai palagonesi, nel corso di un comizio, sulla difficile e ormai irrecuperabile situazione finanziaria dell’Ente, sulle disposizioni della Corte dei Conti, delle quali abbiamo fatto cenno, e della mancata, conseguente, adozione del piano di riequilibrio finanziario.

C’è da giurare che il sindaco, questa volta, oltre ad accusare i suoi predecessori sulla sedia più alta del Palazzo di città, compresi i commissari straordinari, troverà il modo di imputare ai cittadini parte di questo disastro, rei di un’evasione fiscale vicina al cinquanta per cento.

Speriamo non gli venga la felice idea di chiamare in causa anche i lavoratori licenziati. Sarebbe di cattivo gusto.

Una cosa è certa, il sindaco Marletta e la sua giunta non sono riusciti a sanare i conti ma sono stati capaci di demolire uno dei baluardi del mondo comunista: la difesa dei lavoratori. Vi sembra poco?

Del resto la politica, anche quella dei comunisti, è per sua natura autoreferenziale e solo una certa dose di ingenuità poteva far credere ai cittadini di Palagonia che le cose sarebbero cambiate in meglio.

R.S.

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