Sarebbe bello non scrivere quanto segue, ma per dovere di cronaca è giusto informare, anche in casi di sciagure già imponenti al cui peggio non sembra esserci fine: Mercedes Ibanez, la moglie di Vincenzo Solano, ha subito violenza sessuale prima di essere colpita a morte.
A dirlo è l’autopsia disposta sul cadavere che toglie qualsiasi dubbio, quindi, al fatto che il diciottenne ivoriano Mamadou Kamara, in caso venisse giudicato colpevole, sarebbe non solo un assassino, ma anche uno stupratore.

Il silenzio dovrebbe essere d’obbligo, ma non per alcuni membri nel nostro parlamento che continuano a passarsi la patata bollente ed a dire frasi come: “Inutile che parli, sei stato tu a volerlo lì, anzi il tuo amico” – e risposte del tipo – “Si però tu con soldi del posto ci hai fatto un partito e un sacco di soldi”.
Questo, magari articolato in maniera più pragmatica, il dibattito tra il ministro degli interni Angelino Alfano e il segretario nazionale della Lega Nord Matteo Salvini.
Tralasciando le parole dei politici che dovrebbero soprassedere agli errori individuali, per attuare invece politiche comuni, veniamo ai fatti del giorno ed alla piazza palagonese.

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Annunciata da qualche giorno, la manifestazione di “Forza Nuova” tra le strade di Palagonia, per gridare “Basta immigrazione!”, non è per niente piaciuta ai paesani che, anzi si sono dissociati ed allontanati dalla piazza centrale, luogo d’inizio del corteo.
<< Questa è speculazione! Non è con una manifestazione fatta dopo la morte di due persone che si sistemano le cose. Loro dov’erano prima? >>.
Queste le parole di alcuni degli anziani che popolano la piazza nelle assolate domeniche d’agosto, tutti uniti a proclamare il loro dissenso e la loro voglia di fare qualcosa di concreto e quando a dirlo non è la classe dei trentenni chiacchieroni, ma qualcuno che ha visto la guerra, le parole hanno ancora più peso.
<< Qui a Palagonia non abbiamo nulla contro i marocchini, gli africani, i rumeni, o chicchesiano. Qui è il casino fatto dai politici che non ci piace. Non siamo una sacco della spazzatura dove buttare quello che non piace ed in più “ammuccarisi miliuni”! >>.
Effettivamente Palagonia, in tempi non sospetti, come abbiamo più volte scritto, è stata porta d’integrazione per tantissimi extracomunitari o non autoctoni ed anche la donna uccisa aveva origini non siciliane ed era integrata benissimo col territorio.
sindaco palagonia<< Mi hanno proposto una fiaccolata ed ho risposto che forse è meglio far allontanare un po’ la tensione e la forte pressione sul paese, per far essere questo o altri gesti realmente un atto d’amore verso i defunti o, in caso, di protesta verso la situazione in atto >> – ha risposto il Sindaco di Palagonia Valerio Marletta a chi chiedeva di organizzare manifestazioni in merito.

Il vice segretario nazionale di Forza Nuova Giuseppe Provenzale ai microfoni di repubblica.it dice: <<  Non credo che questa sia una manifestazione che possa creare un clima di tensione. >>, e così è stato quando, raggiunto un quorum pari a circa duecento persone, la marcia ha potuto transitare senza scontri tra alcune piazze e strade del paese.

Questo, come tanti, è un segno del malumore e, anche se il consigliere comunale Francesco Fazzino, tra i dissociati all’evento sottolinea: << Palagonia non è un paese razzista, c’è soltanto tanta rabbia per quello che è successo ed invece di queste manifestazioni, stiamo cercando di realizzarne una per far vedere la vicinanza del paese alla famiglia >>, presto la tensione, soprattutto sulla SS 147 Catania – Gela, non potrà più essere sopportata qualora i forti controlli post-omicidio dovessero scomparire.

corteo forza nuovaSi segnala inoltre il fortissimo aumento della prostituzione sulla stessa strada, che negli anni ha sempre avuto problemi rilevanti con questa tipologia di mestiere, ma che ora vede un forte aumento di prostitute di colore, dopo anni di predominio di donne dell’est. Questa è un’altra delle perle prodotte dal “Caos C.A.R.A.” che già veniva denunciato dalla collega di Repubblica Alessandra Ziniti nel 2013.
Oltre all’abbandono etico e morale della zona da parte delle istituzioni, molti cittadini denunciano la totale di mancanza di futuro per i propri figli, in un luogo che produce ancora più del 60% della produzione mondiale di arance a pigmentazione rossa, malgrado le varie associazioni di categoria che hanno fatto crollare prezzi e percentuale negli anni, con milioni di finanziamenti dello stato spesi per aiutare i migranti invece che le generazioni presenti e future.

Davide Di Bernardo

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