Il sindaco comunista proclama il lutto cittadino per la scomparsa di un prete

Non sappiamo se Giovannino Guareschi avesse potuto immaginare, quanto sta accadendo quasi settant’anni dopo, con il sindaco comunista di un paese del Calatino che proclama il lutto cittadino per la scomparsa di un prete.

Il novello Peppone è il sindaco di Palagonia, Valerio Marletta, che ieri ha fermato tutte le iniziative programmate dall’amministrazione per la scomparsa di don Salvatore Mauro.

Lo stesso primo cittadino ha annullato il comizio in Piazza Garibaldi nel corso del quale avrebbe dovuto riferire sulla difficile e ormai irrecuperabile situazione finanziaria dell’ente locale, travolto da una montagna di debiti.

don_camillo e peppone_webLe bandiere sono state listate a lutto e il picchetto dei vigili con il gonfalone hanno reso l’omaggio delle istituzioni all’uomo di fede.

Ora, una cosa è provare dolore per un sacerdote che ha dedicato la sua vita al prossimo nella preghiera e nelle azioni, rendere omaggio privato e senza fanfare, altra cosa è fermare le attività dell’amministrazione che, con le faccende della Chiesa ha poco da spartire.

Ma, si sa, certi comunisti non smettono mai di stupire. Del resto siamo il Paese delle convergenze parallele. A Palagonia il comunismo ateo e forcaiolo, quello che non ha pietà per il licenziamento di quattro lavoratori, trova, invece, il coraggio di commuoversi per la morte di un prete e cede al crisma fondante della Chiesa cattolica. Ricordiamo al primo cittadino che l’inchino e il baciamano al vescovo ora è d’obbligo.

Già immaginiamo le risate di Guareschi. Li sentiamo rimbombare da una strada all’altra del paese calatino al suono delle campane di tutte le chiese e un solo grido si leva alto: “Avevo visto giusto”.

R.S.

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