Davide Di Bernardo

palagoniaMaliano di 23 anni, Mouhamed Camara, è il proprietario della bicicletta utilizzata dal presunto assassino e stupratore, l’ivoriano Mamadou Kamara, di cinque anni più giovane.
Camara fu il primo ad essere interrogato dalla polizia di Stato, e ad essere iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Caltagirone. Di seguito, i filmati di video sorveglianza e le ovvie tracce ritrovate sull’ivoriana hanno fatto cadere le accuse dirette, pur mantenendo la sua iscrizione nel registro.

Il paese alla notizia risponde con un insolito distacco, dovuto forse alla forte pressione mediatica avuta nei giorni scorsi e alla domanda “cosa pensa della possibilità di un complice?” la maggior parte risponde ammettendo che non importa in quanti hanno ammazzato i coniugi Solano, l’unica cosa che conta, per gli intervistati, è la possibilità di allontanare quell’agglomerato di migranti che è il C.A.R.A. in vista della ventura campagna agrumicola.
L’importanza si è adesso spostata sull’oro rosso le cui piante sono state fortemente danneggiate dalle precipitazioni dei giorni successivi, provocando non pochi danni soprattutto nell’ampia zona di competenza del comune di Mineo.
I migranti negli anni hanno rappresentato un numero non indifferente di manodopera in nero, con forti ribellioni da parte dei braccianti che spesso si sono visti scavalcati per via del basto costo, ma quest’anno in molti assicurano che non utilizzeranno questo tipo di “lavorazione”.

MigrantiDal fronte europeo, ci si chiede che fine abbia fatto l’ex Ministro per l’integrazione Cecile Kyenge, incaricata nel mese di febbraio di decidere sulle iniziative strategiche per risolvere l’emergenza nel Mediterraneo, che, visti gli sviluppi, ha creato un vero e proprio casino insieme alla collega, la maltese Ppe Roberta Metsola. Diceva: << Dobbiamo superare il perenne approccio emergenziale con cui è stato sempre affrontato il tema, il flusso di migranti che attraversano le frontiere Sud dell’Europa è un fatto strutturale e transnazionale >>.
E dire che il PD ammoniva l’Italia nel suo discorso d’insediamento: << Finalmente l’Italia non si limita più a criticare le mancanze dell’Europa sull’immigrazione, ma si impegna in primo piano affinché l’Ue si faccia carico delle proprie responsabilità >> – dichiarò la capo delegazione degli eurodeputati del Partito Democratico Patrizia Toia.
A mesi di distanza sappiamo che la questione è peggiorata e tutte le misure intraprese, anche quelle portate avanti durante l’avventura parlamentare della Kyenge, come la riforma dello ius soli e la pratica di “cittadinanza facile” per gli immigrati, insieme all’operazione Mare Nostrum, hanno solo spinto migliaia di “senzafuturoinpatria” a sfidare il Mediterraneo per raggiungere l’Italia, inteso come territorio d’accesso favorevole verso il punto di origine degli ex dominatori.

Il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, durante un'iniziativa per la Festa della Repubblica 'L'Italia sono anch'io", Firenze, 31 maggio 2013. ANSA/MAURIZIO DEGL' INNOCENTI

Il Giornale nel febbraio scorso scriveva: “la Kyenge si studia le carte, però, gli scafisti già festeggiano: Anche il 2015 sarà un anno di affari d’oro” ed effettivamente nella prima metà del 2015 sono arrivate oltre al doppio delle persone dell’intero 2014 e solo ora, con l’invasione anche da parte delle popolazione dell’est, l’Europa sembra prendere sul serio la questione.
E forse, stavolta, a decidere le iniziative strategiche per risolvere l’emergenza nel Mediterraneo non sarà una parlamentare senza iniziative in merito, scelta, forse, da persone che credevano che il colore della pelle l’avrebbe resa “più attenta all’argomento”.

Davide Di Bernardo

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