Intervista esclusiva al Sindaco, alla figlia delle vittime e ai politici intervenuti sul fatto.

Il Sindaco del Comune di Palagonia, Valerio Marletta, raggiunto all’uscita della conferenza stampa realizzata durante la mattinata, per via dell’innumerevole boom mediatico prodotto dall’assassinio dei due pensionati, sembrerebbe, attuato da un richiedente asilo all’interno del C.A.R.A., ha voluto rilasciare ulteriori dichiarazioni in esclusiva a Sicilia Journal.

Cosa avverrà nel paese e quali sono gli umori dopo il tragico evento?
«Sono state mobilitate altre unità che pattuglieranno il paese giorno e notte ed il tutto sarà coordinato dal Prefetto di Caltagirone.
Oltre a questo, partirà il potenziamento delle pattuglie dei Carabinieri, già presenti sul territorio.
Il paese è spaventato giustamente dalla notizia, ma è l’aumento spropositato degli extracomunitari è una realtà con cui convive da anni e che da anni denunciamo».

Cosa pensa del C.A.R.A. e soprattutto “quest’incidente” non poteva essere evitato con azioni preventive?
«Sin da quando ero Consigliere Provinciale ho iniziato col Partito e personalmente attività atte alla chiusura di una struttura come quella di Mineo che non è solamente un luogo di passaggio, ma diviene vero e proprio luogo d’abitazione per molti rifugiati, la cui gestione non è mai stata delle migliori. Per quanto riguarda l’accaduto – continua – in Italia funziona così, se prima non avvengono fatti del genere non si muove foglia e tutti dicono che non esistono problemi!»

Fuori dal Palazzo comunale erano presenti diversi cittadini che attendevano l’uscita del Sindaco e che premono per dire la loro sull’accaduto.
I pareri sembrano essere coerenti tra loro e tutti chiedono la chiusura del C.A.R.A. soprattutto perché non può contenere così tanti rifugiati, i numeri ufficiali parlano di 3200 unità, ma chi ha fatto servizio al suo interno parla di una popolazione maggiore più del doppio, e perché la mancanza di lavoro porta ad un rafforzamento dei disaccordi tra braccianti e “lavoratori in nero”.
Inoltre le condizioni di Mineo, tengono a dire, sono pessime ed il paese deve sottostare alle regole apportate dagli emigrati, oramai di numero maggiore ai residenti ufficiali, che richiedono continuamente soldi agli abitanti per le proprie esigenze.

Uno dei paesani presenti, il Signor Francesco, vuole però precisare: «Qui non si tratta di razzismo, noi non abbiamo nulla contro i ragazzi di colore, anzi tra loro ci sono persone istruite ed educate, ma la disperazione porta l’uomo a compiere atti che normalmente con farebbe. A prescindere dal colore della pelle».

Nel frattempo, la figlia residente a Milano della coppia assassinata, giunta nel paese del calatino, attacca duramente l’operato del Governo reo di tenere aperti centri come quello del C.A.R.A. dove i controlli sono appena sufficienti a gestire quote minime di rifugiati e non centri come questo, al momento il più grande d’Europa. «Invece di andare all’Expo, venga qui a vedere le strutture create per “risolvere il problema dell’immigrazione” e di come si sono ridotte le zone limitrofe».

«La casa dovrebbe essere per ogni cittadino – afferma Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, intervenuta in merito – un luogo sicuro e apprendere che una simile violenza si sia consumata in un’abitazione comporta una profonda riflessione sul tema del diritto alla sicurezza. – che continua – Nel caso di Palagonia siamo vicini alla famiglia Solano e chiediamo a Renzi di rispondere alla richiesta di Rosita».

«Un’invasione – ha aggiunto il coordinatore per la Sicilia del partito Pappalardo – che ha generato tensione sociale e insicurezza. Il governo è stato inerte e non ha né smantellato il business dell’immigrazione chiudendo il C.A.R.A. né rafforzato i presidi delle forze dell’ordine. E’ arrivato il momento di dire basta e di chiudere la mangiatoia!»

Secondo l’on. Angelo Attaguile, deputato della Lega e segretario nazionale di ‘Noi con Salvini,  «qualcuno volutamente continua a trascurare che anche in questa circostanza non ci troviamo di fronte a persone che fuggono da una guerra, ma a criminali provenienti da paesi come la Costa D’Avorio e il Mali, in cui non c’è alcun conflitto bellico in corso. Sono finti profughi che pensano di campare sulle spalle degli italiani e di poter fare qui da noi quello che vogliono vista la grande “tolleranza” dello Stato italiano nei loro confronti. E possiamo anche comprendere il perché di tanta “tolleranza” nei loro confronti considerato il losco giro d’affari che da tempo è acclarato esserci attorno al traffico di migranti».

Lo stesso prosegue spiegando di come solo una minima parte dei richiedente asilo venga veramente da luoghi di guerra, mentre altri rimangono sperando in qualcosa a cui non hanno diritto sfruttando “l’elasticità” italiana e sottolinea: «La Lega e Noi con Salvini hanno più volte chiesto le dimissioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano non solo per l’illegalità emersa nella gestione dell’appalto da cento milioni di euro ma anche e soprattutto per l’incapacità di garantire l’ordine pubblico sia sotto l’aspetto dell’incolumità fisica degli italiani, e i fatti di Palagonia purtroppo rappresentano l’ennesima riprova di ciò, che per quanto concerne i rischi di natura sanitaria spesso irresponsabilmente messi in secondo piano».

Si ringrazia per la realizzazione dell’articolo il Sindaco di Palagonia Valerio Marletta e l’intermediario, il signor Di Bernardo.

di Davide Di Bernardo

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