Pina Mazzaglia

PALERMO – Tra le tante iniziative in corso a Palermo il progetto “PRIMO”, curato da Virginia Glorioso ha tra i suoi obiettivi quello di divulgare e promuovere giovani artisti non ancora affermati dando l’opportunità di usufruire di uno spazio, dove sperimentare nuove forme espressive, confrontarle con la realtà dell’arte contemporanea per valorizzare la ricerca di nuove forme artistiche mediante il dialogo-scambio. Allestita nella sede di Palazzo Zingone la mostra gode di un nuovo spazio offerto alla cittadinanza, dove l’arte e la cultura contemporanea possano essere valorizzate e recuperate come strumento di sviluppo della qualità della vita. Abbiamo avuto modo incontrare e di parlare del progetto con la curatrice che gentilmente ha risposto ai nostri microfoni.

“PRIMO” è l’evento in corso a Palazzo Zingone. Di cosa si tratta?

“PRIMO”, di nome e di fatto, è il primo esperimento espositivo in questo spazio che vede come protagonisti il Gruppo Saps.

Chi sono gli artisti protagonisti di questo progetto?

I giovani artisti coinvolti, come detto prima, compongono il Gruppo Saps – Gruppo Sperimentale Arte e Percezione Sicilia nato nell’aprile dell’anno scorso. Nello specifico si tratta di Dimitri Agnello, Ciro Cangialosi, Maria Correnti, Erika Giacalone, Massimiliano Patrizio Milia, Daniele Notaro, Valeria Prestigiacomo e Monica Rubino.

Cos’è il Gruppo Sperimentale Arte e Percezione Sicilia?

 Il Gruppo SAPS è un gruppo eterogeneo composto da otto giovani artisti provenienti da diversi ambiti artistici, dalla pittura alla scultura, passando per la grafica d’arte, la fotografia e il graphic design.PRIMO 2

Vivere l’arte contemporanea come mezzo di interpretazione complessa del mondo. Ci vuole parlare delle sue esperienze? Quali sono gli aspetti che preferisce di questa attività?

In genere mi approccio all’arte contemporanea in due modi. Uno si basa su una lettura puramente estetica, legata alla tradizione dell’arte ma che nulla di specifico vuole analizzare della società moderna. L’altro, invece, percepisce l’arte come strumento di comprensione di ciò che ci circonda. Arnese o strumento per interpretare le molteplici realtà o semplicemente per contestare alcuni aspetti della nostra vita. Di questa attività prediligo il lavoro dietro le quinte. Molti miei colleghi, più o meno titolati, amano stare sotto i riflettori e prendersi a volte dei meriti che ancora non comprendo. A me piace vivere la costruzione di un progetto, conoscere gli artisti con cui mi relaziono e infine montare il tutto. Fosse per me eviterei i vari vernissage, che pure sono d’obbligo, e mi godrei tutto a fine evento.

Come nasce la sua passione per l’arte contemporanea, in particolar modo per l’arte pubblica?

La mia passione, molto banalmente, nasce tra i banchi di scuola. Ho sempre pensato che avrei voluto lavorare in questo mondo e con immense difficoltà e tanti sacrifici sono riuscita a crearmi le mie piccole soddisfazioni… ma la strada è ancora immensamente lunga. Entrambi le mie tesi parlano di arte pubblica, di arte accessibile a chiunque e per chiunque. In realtà questo interessamento non so bene quando nasca, ma mi affascina sapere che chiunque in qualunque momento e in qualunque luogo possa essere avvicinato al mondo dell’arte contemporanea e dargli chiaramente la lettura che crede.

Cos’è l’Accademia “Del David” di Palermo? Cosa si propone nel tempo?

L’Accademia del David è una splendida realtà in cui convergono molte associazioni culturali di vario tipo e che in vario modo si occupano di cultura italiana e non solo. Nei mesi futuri sono già in programma altre mostre, progetti teatrali e musicali e tanto altro.

Quali sono i suoi piani per il futuro e i prossimi progetti dell’Accademia?

I miei piani futuri sono sempre in costruzione. Al momento ho dato avvio a questa collaborazione con l’Accademia del David di Palermo, che con il suo primo esperimento è andata più che bene. Poi mi sto dedicando da mesi ad un altro progetto a me molto caro dal titolo CAMERA DOPPIA #1 in cui anche in questo caso ho coinvolto giovani artisti siciliani. Le cose in pentola non mancano mai…

Lavorare come curatore nel campo delle arti visive contemporanee d’arte. Quanto è difficile essere curatore al giorno d’oggi?

Posso rispondere a questa domanda limitatamente alla mia esperienza, ma credo ci siano persone molto più avanti di me a cui fare questa domanda. Di certo posso dirti che occuparsi di arte contemporanea, o di arte e cultura in genere, in Sicilia non è proprio l’attività più facile e naturale del mondo. Quando tutto prende la strada giusta però le soddisfazioni sono immense, perché in qualche modo senti di aver contribuito, anche se con una piccola briciola, alla crescita culturale di questa regione. Ho ancora moltissimo lavoro da fare, ma il punto in cui mi trovo adesso mi ripaga dei sacrifici fatti.

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