PALERMO – Di Federico De Roberto, pregevole scrittore catanese, non si sa molto. Non viene studiato nelle scuole, ed è conosciuto solo da pochi privilegiati.

Oggi pomeriggio tuttavia, all’interno del Palazzo Branciforte di Palermo, si è potuto assistere al disvelamento di un’opera letteraria dal titolo già di per se degno di nota: “Si dubita sempre delle cose più belle”, sottotitolo “Parole d’amore e di letteratura” che rivelano, come all’interno di un kaleidoscopio, delle sfaccettature rimaste finora ignote circa la personalità dello scrittore.

Egli infatti, noto ai più per la sua natura rigida, inflessibile, soprattutto misogina, all’interno di quest’opera di 2150 pagine, viene a delinearsi come un amante appassionato che, nel corso di un’accorata corrispondenza “d’amorosi sensi” con una donna sposata, tale Ernesta Valle, (detta Renata perchè l’amore tra i due l’avrebbe fatta rinascere) si fa conoscere dal suo pubblico come mai prima d’ora. Lo scambio di lettere avviene verso la fine del 1800, il che ci rende ancora più interessante la lettura perchè in esse troviamo la descrizione di quel periodo, tra luci ed ombre.

Tanti gli interventi nel corso della presentazione del libro, primo fra tutti quello di Sarah Zappulla, grande studiosa di De Roberto, la quale ha ricevuto il carteggio che ha dato vita all’opera, dalle mani della nipote prediletta di De Roberto, tale Nennella, -figlia del fratello di De Roberto, Diego -ormai non più tra noi. Tuttavia, se pensiamo che la morte della poverina era stata posta come “conditio sine qua non” affinchè si potesse procedere alla pubblicazione dell’epistolario, non possiamo che essere grati alla defunta.

Presentazione_libro_De_Roberto“Questo carteggio epistolare” ha detto Sarah Zappulla “capovolge il ritratto ufficiale di De Roberto. Quanto al titolo dell’opera” ha concluso “deriva da una frase in cui la Valle, rispondendo ai dubbi di De Roberto sull’eventuale amore corrisposto o meno, in una delle tante missive gli ha scritto:”Si dubita sempre delle cose più belle” perchè quando ognuno di noi teme di perdere qualcosa a cui tiene con tutto se stesso, allora si lascia prendere dai dubbi anche quando non dovrebbe”.

Gaetano De Bernardis, presidente di Lead -Letteratura E Dintorni-: “La pubblicazione di un epistolario è sempre un evento importante. Questo in particolare serve a far luce su di un autore di cui si sa poco o nulla e che persino Benedetto Croce bollò come incapace di far battere un cuore con le sue opere. Ci pensò poi Leonardo Sciascia a riportarlo in auge, tributandogli l’importanza che meritava”.

Teresa Fabiola Calabria

 

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