PALERMO – Non c’è pace per i dipendenti palermitani di Almaviva Contact, il più grande callcenter Italiano, nato quindici anni fa, che possiede anche una sede in Brasile: proprio ieri infatti, il presidente della società, Marco Tripi, ha annunciato a breve il licenziamento di 1700 lavoratori a causa di una forte crisi aziendale che ha colpito la sede palermitana di Almaviva Contact. L’azienda denuncia i metodi scorretti che altre aziende avrebbero adottato, facendo in modo, ad esempio, di delocalizzare le chiamate affidandole a portali esteri, in modo da spendere meno in termini di stipendi, a discapito dei dipendenti Italiani, destinati a venir pagati con pochi spiccioli. Tutto ciò comporterebbe la violazione del contratto collettivo, con l’aggravante di dover scegliere di delocalizzare le chiamate in uscita (outbound), piuttosto che dover chiudere e mandare 1700 dipendenti in cassa integrazione.

lavoratori_almaviva_palermoSergio Fenech, lavoratore di Almaviva Contact Palermo, afferma: “Sapevamo già da qualche tempo che le cose non andavano bene, almeno da quando si è cominciato a parlare di unificare le due sedi di Palermo, quelle cioè in via Marcellini e in via Cordova, trasferendoci in una nuova sede per abbassare i costi. Le perdite di ogni mese sono senza controllo ed a tutto questo si aggiunge la vicenda Wind. La gara, apparentemente avviata per dar ragione ai soci di Wind che “formalmente” chiedevano una concorrenza tra competitor, avrebbe dovuto concludersi nel rispetto di criteri che non guardassero prevalentemente al minor costo del lavoro ed invece, nonostante quelle rassicurazioni, si sta indirizzando verso l’aggiudicazione al massimo ribasso. Quando l’azienda ha lanciato l’allarme sociale su ciò che sarebbe accaduto con la conseguente perdita dell’appalto, -continua Fenech- nessuna istituzione si è interessata alla vicenda. Il presidente di Almaviva Tripi riferisce che pur avendo scritto alla Regione, non ha ricevuto alcuna risposta per la vertenza delle commesse operanti nel territorio regionale. Il lavoro del call center oggi non è più una realtà lavorativa di passaggio: migliaia di uomini e donne con un’età media di 42 anni in Almaviva Contact hanno famiglie, che oggi vivono di questo lavoro”.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, fa sapere, tramite una lettera inviata ad Andrea Antonelli, amministratore delegato di Almaviva Contact: “E’ ben presente a questa amministrazione comunale la preoccupazione, di certo comune a tutti i soggetti coinvolti, delle conseguenze possibili per le lavoratrici e i lavoratori del gruppo, a causa del determinarsi di una situazione di incertezza circa l’attuale dislocazione delle sedi Almaviva a Palermo. In questo senso l’amministrazione comunale di Palermo è pronta a farsi promotrice di un apposito incontro finalizzato al confronto ed alla decisione che auspica positiva, certa dell’impegno di tutte le parti. Siamo altresì consapevoli -conclude Orlando- che ci siano in corso processi di attribuzione delle commesse che sin qui hanno determinato i vostri volumi di lavoro, a Palermo. Su questi auspichiamo una positiva soluzione”.

Intanto, mentre in queste ore, a Roma, si è appena svolta una riunione tra i vertici di Almaviva e i sindacati, resta vitale l’assegnazione della commessa Wind, ancora in attesa di attribuzione. L’eventuale perdita dell’intera commessa di Palermo infatti, porterà l’azienda all’apertura immediata di una procedura di licenziamenti collettivi per 1500 persone, ai quali si deve aggiungere il mancato rinnovo di 200 contratti a progetto per l’outbound, e la successiva trasformazione dei contratti di Solidarietà in cassa integrazione straordinaria.

di Teresa Fabiola Calabria

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