Quando si dice “perdersi in un bicchiere d’acqua”, possibilmente potabile. L’annosa vicenda che ha riguardato la gestione delle acque potabili siciliane, situazione giunta al massimo della sua criticità nell’ottobre dello scorso anno, in cui 202 lavoratori videro agitare davanti a loro e alle loro famiglie lo spauracchio della disoccupazione, e  52 comuni della provincia di Palermo -tra cui Altavilla Milicia, Bagheria, Balestrate, Caccamo, Capaci, Carini, Casteldaccia, Isola delle Femmine, Misilmeri e Partinico- rischiarono di rimanere senz’acqua potabile, sembra essere finalmente arrivata ad un punto di svolta decisamente positivo: sarebbe infatti stato raggiunto l’accordo tra la Regione Siciliana e il Comune di Palermo per affidare la gestione dell’acqua ad Amap, che quindi da questo momento assolverà il compito che precedentemente era stato di Aps, società privata entrata in liquidazione per fallimento.

paolo caracausi consigliere idvSoddisfazione da parte del vicesegretario regionale di Idv Paolo Caracausi: “Apprendiamo con piacere la notizia dell’accordo tra la Regione e il Comune di Palermo per l’affidamento ad Amap del servizio idrico che fu di Aps: era proprio questa la soluzione proposta da mesi dall’Italia dei Valori, che da tempo si batte per mantenere l’acqua pubblica. Questa operazione, se ben supportata, potrà portare ad investimenti e interventi che risolvano definitivamente le criticità nel Palermitano. L’Amap è l’unica azienda che può farsi carico del servizio”.

Ad ottobre dello scorso anno, si stimò che l’eventuale operazione conseguita all’accordo avrebbe avuto un costo per circa 6 milioni di euro. Solo il tempo dirà se tale previsione si rivelerà esatta o meno.

Teresa Fabiola Calabria

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