PALERMO – Giovedì 12 marzo alle ore 12:00 presso il centro sperimentale di Cinematografia dei Cantieri Culturali alla Zisa, il comune di Palermo in collaborazione con il movimento “Agende Rosse”, presenta l’iniziativa “#LaTrattativa continua a Palermo”, rassegna di proiezioni gratuite del film “La Trattativa” di Sabina Guzzanti, destinate agli studenti delle scuole palermitane. Sabina-Guzzanti-La-TrattativaAlla conferenza stampa di presentazione saranno presenti, tra gli altri, il sindaco Leoluca Orlando, Sabina Guzzanti e Simone Cappellani del movimento “Agende Rosse”. Le proiezioni del film si svolgeranno di mattina nella sala “De Seta” dei Cantieri a partire da martedì 17 marzo dove sono previsti anche dibattiti con magistrati, familiari di vittime di mafia, attori, scrittori, giornalisti, oltre a tour gratuiti presso il centro sperimentale di cinematografia dei Cantieri culturali.

Congiuntamente a questa iniziativa, è nata su internet una petizione il cui traguardo è quello di far trasmettere dalla tv di Stato la pellicola di Sabina Guzzanti, petizione che trovate andando su https://secure.avaaz.org/it/petition/Luigi_Gubitosi_Ci_rivolgiamo_a_Lei_per_vedere_il_film_La_Trattativa_in_RAI/?dNpRgcb&pv=1

Il film, presentato fuori concorso alla 71esima edizione del Cinema di Venezia -che narra gli accordi di una parte deviata dello Stato con alcuni esponenti di Cosa nostra, trama basata non sulla fantasia dell’autrice ma sulle sentenze che costellano il processo Trattativa Stato-mafia tutt’ora in corso- ha incontrato non pochi ostacoli sul suo cammino, pur riscuotendo notevole successo e interesse da parte del pubblico che infatti, accorre numeroso ad ogni occasione in cui viene proposta la proiezione dell’opera cinematografica. Anche in virtù di questo interesse costante da parte del suo pubblico, Sabina Guzzanti ha girato l’Italia -continuando tutt’oggi- per portare il suo film in più città possibili, nonostante le varie difficoltà incontrate ma, come disse una volta qualcuno, “se non è difficile non ne vale la pena”.

Teresa Fabiola Calabria

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