PALERMO – Un vero e proprio funerale in stile Casamonica si è tenuto sabato alla Kalsa, per le esequie di Antonio Cinà, imparentato coi boss della zona per via del suo matrimonio con una donna appartenente alla famiglia Abbate, clan molto influente della zona.

E’ bastato un cenno della mano, all’uscita del feretro dalla Chiesa di S.Maria della Pietà, per far partire i fuochi artificiali, seguiti dal volo di colombe bianche. Unico assente dei fratelli Abbate, Luigi, soprannominato Gino u mitra, in carcere con l’accusa di essere l’esponente di spicco dei capimafia della zona.

Alla cerimonia, che ha causato il blocco del traffico in tutta la zona del Foro Italico, – delimitata da operatori della Rap, sui quali si sta tuttora indagando sul fatto che fossero in servizio o meno – sono seguite le irate parole del questore, Guido Longo: “Denunceremo la ditta che ha lanciato i fuochi d’artificio e chi li ha chiesti. A Palermo non ci sono zone franche”.

Non si sarebbero potuti vietare in ogni caso, i funerali, in quanto il trapassato non aveva precedenti per mafia. Resta da capire se questa nuova moda dei funerali sfarzosi sia destinata a durare o meno.

Teresa Fabiola Calabria

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