di Teresa Fabiola Calabria

Significativo contributo alla Giornata Internazionale promossa dall’Onu contro la violenza sulle donne

PALERMO – Una manifestazione che “parte dal cuore, fatta col cuore, allo scopo di arrivare al cuore, delle donne e non solo.” Così definisce l’incontro presso l’Arsenale della Marina Regia di Palermo Mara Rubino, ideatrice del progetto contro la violenza sulle donne denominato “Respect”, -nato in occasione della Giornata Internazionale promossa dall’Onu contro la violenza sulle donne, grazie al sostegno della Sovrintendenza del Mare, l’assessorato ai Beni culturali e il sostegno del Museo Riso di Palermo, oltre ad alcuni sponsor privati.
Al convegno, che ha visto l’accorata partecipazione di molti, hanno contribuito l’artista Vanessa Cammarata, che ha impreziosito la serata con le sue tele raffiguranti una donna imprigionata da una fitta trama di filo spinato, simbolo dell’angoscia provata dalle donresponsabili del progetto respectne vittime di violenza. Un’angoscia che, tuttavia, l’autrice si augura venga “spazzata via dalla voglia delle donne di reagire, rispettandosi e facendosi rispettare”.
L’avvocato penalista Elvira Rotigliano, che si occupa tramite un’associazione onlus di dare sostegno alle donne vittime di violenza, ha affermato con decisione che: “Non possiamo, purtroppo, esimerci dal parlare di una tematica tanto cruenta come quella del femminicidio. Vent’anni fa ho deciso di mettere la mia professionalità al servizio di chi vede negati i propri diritti, in particolare le donne.” L’avocato ha poi parlato delle varie forme di violenza, specificando come “la vera forma di violenza, quella che tende a passare quasi inosservata, è quella intra-familiare, che spesso le vittime di violenza tendono a sminuire, giustificandolo con frasi del tipo “è stata colpa mia“ ”era nervoso perché avevo cucinato male” mentre invece, se ci accade di venire offese e maltrattate per strada, ecco che questa sorta di limitazione svanisce, perché cessa di esistere il legame relazionale. Spesso le donne“ ha aggiunto infine l’avvocato “non denunciano perché mi vengono a dire “ma avvocato, è la mia parola contro la sua, e se poi mi tolgono i figli?” Ecco, è questo il nostro obiettivo. formare nelle famiglie la consapevolezza che se educheranno i propri figli alla cultura del rispetto, le prossime generazioni saranno migliori.”
Significativo è stato anche l’intervento di Adriana Argento, assistente sociale che, ripercorrendo la via tracciata dall’avvocato Rotigliano, ha aggiunto: “Ci vuole molto coraggio nella decisione di denunciare, e soprattutto nel decidere di chiedere aiuto, perché spesso, paradossalmente, si ha paura di non riceverlo. Se ci fosse più coraggio, forse, ci sarebbe meno paura di denunciare.”

T.F.C

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