PALERMO – L’ipotesi era nell’aria fin dal lontano 2009, quando l’Università firmando un accordo con la Eltron Srl aveva stipulato un accordo che permettesse l’installazione di telecamere e la distribuzione di microchip agli abbonati. Accordo rimandato solo grazie alle continue proteste degli studenti universitari che, almeno finora, hanno sempre avuto la meglio. Ma le cose sembrano destinate a cambiare, stavolta senza alternative.

Infatti ha già fatto la prima timida comparsa un cartellone, posto sul cancello dell’Università in viale delle Scienze, che annuncia le tariffe per auto e moto che verranno applicate tra qualche mese. A porre il piede sull’acceleratore, il gestore del parcheggio dell’Ati formata da Eltron, Medprom e Autoservizi Inzerillo, che minacciano la diffida oltre al pagamento di una multa salata all’Ateneo se non verranno rispettati gli accordi presi sette anni fa. «Ma adesso il gestore ci ha diffidato — dice Calogero Schilleci, dirigente dell’area Patrimoniale e negoziale dell’Ateneo — Vuole le aree che gli spettano per dare il via al servizio».

Ad “indorare” la pillola, la notizia che col ricavato degli abbonamenti sarà ripristinato il servizio navetta all’interno della cittadella Universitaria. Che è un po’ come il Tram cittadino finanziato coi soldi delle Ztl, generando l’ennesimo paradosso compagno di tanti altri che animano il capoluogo siciliano e non solo.

Teresa Fabiola Calabria

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