PALERMO – Nel corso del convegno dal titolo “Formazione universitaria e posti di lavoro: proiezioni spaziali e temporali” che si è svolto presso l’Università Federico II di Napoli, AlmaLaurea ha presentato il XVIII rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati italiani, focalizzato sull’analisi di quasi 270 mila laureati del 2015, in particolare 154 mila laureati di primo livello, 77 mila laureati nei percorsi magistrali biennali e 32 mila laureati a ciclo unico. Sono invece oltre 570 mila i laureati coinvolti nel XVIII Rapporto AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale: laureati di primo e secondo livello, del 2014, 2012 e 2010 intervistati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dalla conquista del titolo. L’Indagine ha coinvolto 4.821 laureati triennali del 2014 intervistati dopo un anno dal titolo, ovvero nel 2015

Nel caso specifico dei laureati palermitani, il dato che emerge è fondamentalmente questo: su 7.876 laureati, di cui 4.291 di primo livello, 1.969 magistrali biennali e 1.357 a ciclo unico (i restanti sono laureati pre-riforma o del corso non riformato in Scienze della Formazione primaria) solo 35 laureati su cento terminano l’università in corso, con una età media di 26,8 anni, fascia d’eta che varia tra i 25,5 anni per i laureati di primo livello e i 28,3 anni per i magistrali biennali. Va detto però che il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario gioca un ruolo significativo: non tutti i diplomati infatti si immatricolano subito dopo la conquista del titolo di scuola secondaria superiore.

Per ciò che riguarda il mondo dell’occupazione, il tasso di occupazione è pari al 46%, mentre quello di disoccupazione è pari al 42%, e l’importo medio del salario per chi lavora si aggira intorno ai 1.001 euro mensili netti.

Fin qui il mondo cosiddetto ovattato fatto da statistiche più o meno confortanti. Andando però a confrontarsi con la realtà, si scopre un mondo molto più duro. Se infatti svolgere il lavoro dei propri sogni, quello per cui hai lottato e sperato, è un sogno che non tutti riescono a raggiungere, quando poi l’ottieni ma non vieni pagato la beffa è doppia. E’ il caso dei lavoratori del Teatro Stabile di Catania, in questi giorni in agitazione a causa del mancato versamento di stipendi e contributi. A tal proposito è intervenuto l’assessore Barbagallo che ha dichiarato: “Sulla vicenda dello Stabile l’urgenza al momento è quella di individuare soluzioni per superare la crisi, nell’immediato. Al di là del disguido nella notifica della convocazione che ieri ha impossibilitato la Regione, così come la Provincia Regionale di Catania e il socio privato, ad essere presenti, gli uffici dell’assessorato, da me sollecitati, hanno operato per trovare un modo per liquidare il Furs per il 2015: ottenendo una rateizzazione del debito contratto con l’Inps, e il conseguente Durc positivo – so che i funzionari del teatro sono all’opera con l’Istituto per raggiungere un accordo – riusciamo subito a sbloccare il pagamento trasferendo al teatro le somme che, altrimenti, sarebbero destinate al pagamento in via sostitutiva del debito per l’intero importo, senza che nulla arrivi al Teatro. Io stesso mi sono attivato con i vertici dell’Inps  provinciale perché  si arrivi ad una rapida valutazione della richiesta e nelle prossime ore conosceremo la risposta, che mi auguro e credo possa essere positiva. In questo modo nel corso della riunione di venerdì prossimo – ha concluso – offriremo al lavoratori una soluzione. Io lavoro per questa, e invito tutti ad unire le forze per concretizzarla”.

Teresa Fabiola Calabria

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