PALERMO – Dopo la fiaccolata di ieri sera partita dalla sede di via Cordova, a cui hanno preso parte oltre ai dipendenti del call center Almaviva, i portuali, i commercianti della zona e la giunta comunale, oltre a numerosi cittadini, oggi la città si è stretta nuovamente attorno ai 1670 dipendenti Almaviva che rischiano il posto di lavoro (2.998 la totalità dei posti lavoro a rischio se consideriamo anche le sedi di Napoli e Roma).

Già dalle prime ore del giorno infatti via Libertà è stata presa d’assalto dal corteo di protesta che si è concentrato di fronte alla Prefettura. Anche in questo caso massiccia è stata la presenza della cittadinanza comune, la maggior parte con addosso la maglietta con la scritta “Io sono Almaviva”. Nel frattempo è partita una delegazione alla volta della Capitale, che attende di essere ricevuta dal ministero dello Sviluppo Economico per conoscere il proprio destino.

Un famoso spot di una compagnia telefonica recitava: “Una telefonata allunga la vita”. Oggi quel messaggio torna attuale, almeno per i dipendenti Almaviva che sperano di continuare a lavorare e vivere, si spera, dignitosamente.  

Teresa Fabiola Calabria

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