PALERMO – Salgono a 68 i beni confiscati al crimine organizzato che il Comune ha deciso di mettere all’interno del bando rivolto alle Onlus che operano nel sociale.

Gli immobili, che gli uomini della Dia (Direzione investigativa antimafia) hanno messo nella disponibilità del Comune lo scorso 4 febbraio, constano di  27 appartamenti ad uso ufficio di quadratura variabile fra 29 e 1.100 metri quadri, 32 magazzini di quadratura variabile fra 28 e 600 metri quadri, e ben 9 ville o complessi di ville.

Gli Enti che volessero fare domanda per l’assegnazione dei beni hanno tempo fino a fine marzo per presentare i propri progetti. Secondo quanto riferito da una nota rilasciata da Palazzo delle Aquile ciò si potrà fare “mediante una piattaforma online elaborata dalla SISPI, che garantisce allo stesso tempo la possibilità di visualizzare i dati fondamentali di ciascun bene, mantenendo allo stesso tempo la riservatezza sulla esatta ubicazione dello stesso. Ciascun Ente potrà visitare nei prossimi giorni due beni previo appuntamento e potrà presentare al massimo due progetti di utilizzo, per beni distinti”.

“Siamo ormai entrati a regime con la gestione di questi beni – affermano il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore Abbonato – con un sistema che ci permette di rendere subito disponibili per l’emergenza abitativa quegli immobili che hanno condizioni strutturali adeguate, così come rapidamente potranno essere assegnati quelli che possono divenire luoghi di produzione di nuove attività sociali e culturali in linea con la legge. Un sistema che renderà sempre più evidente la vera differenza fra la mafia e lo Stato, fra l’abuso dell’illegalità e l’uso sociale dei beni che erano un tempo dei mafiosi.”

Teresa Fabiola Calabria

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