PALERMO – Non si placano le polemiche sui lavori del nuovo passante ferroviario in fase di definizione nella zona compresa tra viale Lazio, viale Campania e via Sicilia. L’11 maggio scorso sono stati tagliati ben 70 alberi -anche se, va detto, l’assessore al Verde Francesco Maria Raimondo si è impegnato affinché al posto di ogni albero tagliato ne vengano piantati due, in luoghi ancora da definire -. Ciononostante il verde cittadino è ancora una volta minacciato.

Stavolta si tratterebbe del ficus di via Sicilia, sempre in ragione dei lavori del passante ferroviario. “Il ficus di via Sicilia non si tocca, vanno adattati i marciapiedi agli alberi: è troppo facile abbatterli”. Lo dice il capogruppo di Idv Filippo Occhipinti, che continua: “Il piano di compensazione del verde predisposto dall’assessore Raimondo per i cantieri dell’anello ferroviario va nella giusta direzione, e un plauso va anche agli assessori Arcuri e Marano che stanno ascoltando le esigenze dei residenti e dei commercianti. Ma il ficus di via Sicilia non va abbattuto. Inoltre chiediamo garanzie sulla tenuta economica della ditta che esegue i lavori, chiarezza sui subappalti, sgravi fiscali per i commercianti, compensazione immediata del verde e il rispetto dei diritti dei diversamente abili”.

A proposito dei diversamente abili, qualcuno ricorderà la vicenda relativa alla mancata presenza del varco per il transito di passeggini e carrozzine per disabili nelle zona compresa tra viale Lazio e e viale Campania. Marcello Caliri, ingegnere trasportista dell’assessorato alla Mobilità del Comune di Palermo, sulla vicenda ha dichiarato: “Ho visitato il cantiere, verificando la continuità dei percorsi pedonali  – e per disabili – da e per tutte le direzioni. I percorsi saranno garantiti in tutte le fasi lavorative, anche se verranno spostati secondo le esigenze di cantiere, magari allungando i tragitti. Non so se esiste un progetto specifico, l’Ufficio Mobilità Urbana non lo possiede. Eventualmente potrà essere sentito l’Ufficio ex OPCM 3255/02 (Infrastrutture) ”.

palchetto_musica_piazza_castelnuovoMa non finisce mica qui. Anche la zona di piazza Castelnuovo, infatti, è interessata dai lavori per la realizzazione di un passante ferroviario. Peccato che la zona interessata sia quella antistante il palchetto della musica, monumento ottocentesco edificato per l’esattezza nel 1875 da parte della famiglia Florio. Ad accendere i riflettori su questa vicenda, il capogruppo di Idv in consiglio comunale Filippo Occhipinti: “I lavori dell’anello ferroviario deturperanno piazza Castelnuovo, uno dei simboli di Palermo, un vero e proprio monumento storico meta di turisti e passanti. Chi ha avuto l’assurda idea di posizionare una stazione davanti al tempietto al centro della piazza? Com’è possibile che la Sovrintendenza abbia dato le autorizzazioni? Si tratta di un progetto che non è figlio di questa amministrazione, il sindaco ascolti le proteste dei cittadini e delle associazioni, riunitesi ieri a villa Malfitano, e accolga le aperture dello stesso assessore al Verde Francesco Maria Raimondo: la stazione va spostata per salvare la storia, la cultura, i monumenti, il Politeama e l’arte”.

Dulcis in fundo, le strisce blu, anch’esse nell’occhio del ciclone: nonostante infatti, esse siano praticamente dislocate in ogni punto del capoluogo siciliano, – destando, tra l’altro, dubbi sulle sanzioni elevate in quanto, in mancanza di un piano del traffico che preveda parcheggi gratis nelle immediate vicinanze di quelli a pagamento, le multe sarebbero illegittime- i ricavi ottenuti non sarebbero abbastanza: “Il sindaco Orlando aveva promesso di abolire le strisce blu e invece l’assessore Catania le aumenta, estendendole anche a Mondello e Sferracavallo. Un’altra delle promesse da campagna elettorale disattese da questa amministrazione”. Lo dicono i consiglieri comunali di Idv Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti, i quali continuano: “In passato avevamo già sollevato il tema della presunta illegittimità del contratto con Apcoa, ma senza ricevere alcun risposta – dicono Caracausi e Occhipinti – tutte le strisce blu, anche quelle di Amat, servono solo a fare cassa anche se con risultati deludenti: su oltre 15 mila stalli presenti in città l’Amat riesce a incassare appena 2 milioni di euro l’anno, una media annuale a stallo di appena 133 euro, praticamente 36 centesimi al giorno. Una somma a dir poco ridicola. E cosa ancora più grave, questi 15 mila stalli non raggiungono il loro obiettivo primario: favorire la sosta limitata e il ricambio delle auto. A questo punto aboliamoli tutti e 15 mila gli stalli, ne basterebbero molti meno e meglio organizzati e potremmo compensare anche la perdita di incasso che soffrirebbe l’Amat. In città ci sono stanti spazi che potrebbero essere utilizzati sul modello di piazzale Ungheria, dove 100 posti fruttano 600 mila euro l’anno. Il sindaco rispetti le sue promesse e intervenga su Apcoa per riprendersi la città, riducendo una folle concessione dalla durata di 90 anni”.

Teresa Fabiola Calabria

Scrivi