PALERMO – Dopo il vespaio sollevato dai problemi giudiziari che hanno colpito la Tecnis, azienda che aveva avuto l’incarico della realizzazione dell’anello ferroviario di Palermo e che in seguito dei quali i lavori hanno subito un brusco stop, il presidente del’ottava Circoscrizione ha deciso di rompere il silenzio assordante che a suo dire, avrebbe colpito tutti i residenti della sua zona, lamentando il totale stato di abbandono di quella parte di città: “Ormai crescono le sterpaglie in quella landa desolata compresa tra viale Lazio e via Sicilia, originariamente individuata come area di cantiere per la realizzazione di una fermata dell’Anello ferroviario”.

“A differenza del clamore sollevato dai commercianti di via Emerico Amari decisi a protestare e a far riaprire la strada, in questa zona si registra la rassegnazione dei residenti e la silenziosa chiusura dei negozi. Insomma, due facce della stessa medaglia. La foto scattata ieri mattina -conclude- descrive al meglio le condizioni di una zona residenziale abbandonata a se stessa, che assiste alla fuga dei pochi negozi presenti e dove la natura si riprende i propri spazi. E’ l’istantanea di una situazione di stallo che non può dare ancora a lungo e che penalizza sempre di più cittadini”.

Via Sicilia è stata precedentemente privata del “suo” ficus, che l’amministrazione comunale, dopo la rivolta dei cittadini, si era impegnata a salvaguardare. Ironia della sorte, adesso questo manto erboso misto a rifiuti, frutto del degrado e del disinteresse viene invece accettato come un prato all’inglese.

Teresa Fabiola Calabria

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