PALERMO – “Palermo ha certamente le potenzialità per essere, oltre che una città d’arte, anche un luogo con fortissima vocazione turistica nello scenario sia nazionale che internazionale. Uno dei luoghi che, dal punto di vista naturalistico spicca, è Monte Pellegrino, ma ad oggi le sue condizioni non lo rendono un luogo allettante per i turisti, viste le molteplici difficoltà per raggiungerlo. I collegamenti che l’Amat offre non sono di certo consoni alla qualità che un turista ricerca, i taxi hanno tariffe troppo esose e con mezzi privati il transito delle auto è veramente pericoloso per lo stato delle strade mai manutenzionate, per non parlare poi dei pressoché inesistenti parcheggi in cima al monte”. 

Angelo_Figuccia_FIA sostenerlo è il consigliere comunale di Forza Italia Angelo Figuccia che prosegue: “Il turismo internazionale ha avuto modo di conoscere luoghi del nostro paese come l’isola di Capri e la relativa Anacapri, o la più vicina Trapani con la sovrastante e meravigliosa Erice. Questi sono soltanto due esempi che danno spunto all’idea che sarebbe certamente utile, se non necessaria: la costruzione di un collegamento con una funivia panoramica che colleghi la città al Monte Pellegrino. Vero è – continua Figuccia – che le economie cittadine non sono floride al punto da poter prevedere investimenti di questa portata, tanto quanto però è vero che, come fece l’ex sindaco Cammarata con una intuizione non da poco, attraverso sistemi di project financing, facendo costruire una infrastruttura, come il parcheggio sotterraneo di Piazza Vittorio Emanuele Orlando, che dà ossigeno alla mobilità urbana. Questo sistema, con l’affidamento a privati sia della costruzione che della gestione della funivia metterebbe nelle condizioni, la nostra città, di avere una spinta verso l’alto rispetto ad un mercato turistico internazionale da aggredire.”

Peccato che, almeno attualmente, continuino senza sosta i distaccamenti di enormi massi da Monte Pellegrino, l’ultimo dei quali è avvenuto appena cinque giorni fa, con un grosso masso che, fortunatamente, è finito in mare senza far registrare danni a cose e/o persone. Magari, -ma è solo un’ipotesi- sarebbe il caso che prima l’amministrazione comunale mettesse in sicurezza la montagna, per procedere poi alla costruzione di eventuali infrastrutture. Anche se vedere la montagna franare mentre si sale, dev’essere un’esperienza elettrizzante.

Teresa Fabiola Calabria

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