PALERMO – “Tanti di noi sono caduti in questa impostura”, dice Pina Grassi Maisano, la vedova dell’imprenditore ucciso dalla mafia nel ’91, ad un incontro con le ragazze dell’istituto femminile di Modica. Sulla vicenda che vede coinvolto Roberto Helg si dice “amareggiata e schifata, perché questo commerciante fallito incredibilmente ha preso la tangente, 30 mila euro, poggiando la busta con le banconote sul tavolo dove campeggia la foto di Libero”. I suoi figli ricordavano la diffidenza di Libero. “Stai alla larga, mi suggerivano. Ma io mi sono ritrovata con lui sui palchi dell’antimafia e dell’antiracket perché le cose che diceva con tanti che lo circondano finivano per incidere la sfera dell’emozione”.

Il presidente Rosario Crocetta ha trattato il tema in Regione: “Stiamo valutando l’ipotesi di commissariare la Camera di commercio di Palermo, ne abbiamo discusso in giunta. Penso inoltre che Comune e Provincia debbano subito inviare i propri ispettori alla Gesap, perché se c’è una persona che chiede 100 mila euro per uno spazio a una pasticceria bisogna scandagliare a fondo sugli appalti milionari nell’aeroporto di Palermo”

Per domani, il presidente della Gesap, Fabio Giambrone, e l’amministratore delegato, Dario Colombo, invitano i soci ad un incontro, “per riferire le azioni intraprese rispetto ai recenti fatti di cronaca e sul processo di rilancio e di legalità dello scalo palermitano”, anche in vista della convocazione dell’Enac, prevista per l’11 marzo, e della prossima assemblea dei soci, giorno 12.

Ieri intanto, Rita Borsellino dichiarava in un’intervista a Repubblica, dopo l’arresto di Helg: “Dobbiamo ammetterlo, è più onesto: prendiamo atto che c’è parte della società che ha fatto della legalità una convenienza e io con questa antimafia delle apparenze non voglio avere nulla a che fare”.

Santi Palazzolo, la sua famiglia e il suo staff, plaudono al lavoro svolto da Magistratura e Arma dei Carabinieri nell’esercizio del loro impegno per la tutela della legalità. Ringraziano di cuore tutte le persone che hanno espresso solidarietà; le associazioni e le istituzioni che hanno mostrato apprezzamento.
L’imprenditore ha denunciato il vicepresidente della Gesap e Presidente di Camera di Commercio e ConfCommercio, Roberto Helg, al quale si era rivolto per chiarimenti sulla proroga del contratto di affitto dello show room presso l’Aeroporto di Palermo Falcone- Borsellino, importante per l’azienda e per la tenuta occupazionale.
“Non si è avuto mai alcun dubbio sulla strada da percorrere; non si è mai avuta esitazione nel denunciare chi, finora, aveva invitato alla denuncia; non si è smesso di avere fiducia nello Stato e non si dimenticherà mai il senso di libertà provato nel farlo. Non è straordinario quello che è stato fatto, perché, anche in questo caso, si sono soltanto applicati i valori su cui Santi Palazzolo fonda ogni giorno il proprio lavoro. Prima di essere imprenditori – conclude Palazzolo – si deve essere onesti cittadini e persone perbene. Questa terra merita di più di ciò che ha e per migliorarla serve il contributo di tutti. Lui ha soltanto dato il suo”.

Continua la pioggia di reazioni sul caso che ha coinvolto il presidente della Camera di commercio di Palermo e vicepresidente della Gesap, società di gestione dell’aeroporto Falcone Borsellino.
“L’arresto di Roberto Helg è una sconfitta per chi, come me, crede ancora nelle persone e sopratutto è una sconfitta per le associazioni che credono nel lavoro e nel rispetto della legalità”. Lo dice il presidente di Confesercenti Palermo Mario Attinasi. “Da Helg, anche per la sua età, ci saremmo aspettati onestà, rigore, sobrietà e soprattutto un esempio per i giovani – continua Attinasi – il presidente della Camera di commercio è il presidente di tutti gli imprenditori e, se tradisce il proprio mandato, tradisce tutti, soprattutto coloro che credono che attraverso la cultura della legalità e dell’antimafia si possa cambiare il futuro della nostra città. Sono orgoglioso di sapere che ci sono persone come il commerciante che ha denunciato, questo mantiene viva la speranza che qualcosa stia cambiando. Chiediamo con forza pene più severe per chi si macchia del reato di corruzione”.

In una nota, Addiopizzo esorta a non lasciar solo l’imprenditore che si è rivolto alle autorità: “Quanto è accaduto è di inaudita gravità, soprattutto perché riguarda chi ricopre ruoli di rappresentanza del mondo imprenditoriale e produttivo da cui si pretende il buon esempio.
Le estorsioni e qualsiasi genere di imposizione, indipendentemente da chi sono commesse, non sono accettabili e per imprimere una serie e decisa svolta sul fronte del contrasto alla mafia e a ogni forma di illegalità, chi ha ruoli di responsabilità è chiamato a essere coerente con i valori che professa.
L’imprenditore che ha avuto il coraggio di denunciare e che è entrato nel 2011 dentro la rete di Addiopizzo, proprio attraverso un accordo con Confcommercio, non può essere assolutamente lasciato solo da nessuno e merita tutto il sostegno perché possa proseguire la sua attività imprenditoriale. Infatti, la rivolta nata a Palermo non può arrestarsi ed è necessario che ciascuno, a qualsiasi ruolo e livello, non si sottragga dal fare in maniera seria e concreta la propria parte, per superare ogni forma di illegalità e respingere qualsiasi genere di imposizione mafiosa ed illecita.

Virginio Carnevali, presidente di Transparency Italia, organizzazione non governativa leader nel mondo nella lotta alla corruzione, non nasconde la delusione: “Siamo stupefatti dall’ennesimo caso di corruzione, che questa volta coinvolge – seppur in altra veste professionale- il presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg. Stupefatti e indignati, tanto più trattandosi di una persona con la cui istituzione abbiamo collaborato ed abbiamo tuttora vigente un protocollo di intesa, volto proprio a prevenire questo tipo di fenomeno nel settore sportivo.
Siamo solidali con tutte le brave persone che operano all’interno della Camera di Commercio di Palermo, la cui immagine uscirà danneggiata da questo triste episodio.
L’unica nota positiva della faccenda è il senso civico del commerciante che ha preferito denunciare l’estorsione e collaborare con gli investigatori, piuttosto che piegarsi al ricatto.
Speriamo che questo atteggiamento si diffonda sempre di più, così da rendere più complicata la vita ai corrotti”.

Roberto Helg è stato bloccato lunedì dai Carabinieri, nel suo studio, mentre intascava illecitamente 100 mila euro. Cifra richiesta in qualità di vicepresidente della Gesap, al fine di “facilitare” le pratiche di affitto di un esercizio commerciale presente in aeroporto.

Personaggio di rilievo a Palermo, noto come paladino della legalità, con la giunta camerale nel gennaio dello scorso anno permise l’approvazione del piano triennale di prevenzione della corruzione. Durante la confessione avrebbe ammesso l’esistenza di un sistema corruttivo più ampio. La Procura indaga sulla possibilità di una vera e propria organizzazione collegata alla vicenda e se vi siano state altre richieste estortive in passato, da parte di Helg. Non viene escluso un commissariamento della Gesap.

Si costituiranno parte civile nel processo il Comune di Palermo, la Confcommercio, la Gesap e la Camera di Commercio.
Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, esprime “appezzamento per l’operato delle forze dell’ordine e della magistratura, per questo ennesimo contributo all’affermazione della legalità nella nostra città”.
Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone: “Ferma restando la presunzione di innocenza, è evidente come in questo mondo ci sia tanta ipocrisia e questa fa molti più danni, rispetto alla stessa corruzione. Se un soggetto del genere parla di contrasto alla corruzione e poi viene arrestato, il rischio vero è che si mette in discussione anche la battaglia oltre alle sue parole”.
Formalizzata dal gruppo dirigente di Confcommercio l’espulsione nei confronti di Helg ed espressa la massima solidarietà nei confronti dell’imprenditore di Carini, vittima dell’estorsione

“Siamo stati i primi a denunciare che in Gesap qualcosa non andava: le assunzioni clientelari e parentali, le consulenze milionarie, gli stipendi esorbitanti per una azienda che per anni ha chiuso i bilanci in perdita, una operazione Gh discutibile nei modi e nei tempi con costi eccessivi a carico della Gesap, una operazione Prm- sala amica affidata in maniera non chiara e che ha avuto come risultato una multa consistente da parte dell’inps, una serie di appalti in grande ritardo con perizie di varianti che ha visto la Procura aprire fascicoli e avviare indagini”. Lo dicono i consiglieri comunali di Palermo di Idv Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti. “Una gestione amministrativa che ha costretto negli anni i soci a continui aumenti di capitale per ripianare le perdite e rispettare gli investimenti concordati con Enac – continuano Caracausi e Occhipinti – l’arresto di Helg deve fare riflettere i soci, che devono immediatamente azzerare il consiglio di amministrazione e revocare l’incarico al Direttore Generale. Ci auguriamo che il caso sia isolato e che nessun altro soggetto sia coinvolto nella vicenda, ma se così non fosse riteniamo vadano allontanati eventuali dirigenti e funzionari che potrebbero risultare coinvolti. In ogni caso, la vicenda getta delle ombre sul processo di privatizzazione e sul futuro dell’azienda”.

“L’arresto di Roberto Helg è una sconfitta per chi, come me, crede ancora nelle persone e sopratutto è una sconfitta per le associazioni che credono nel lavoro e nel rispetto della legalità”. Lo dice il presidente di Confesercenti Palermo Mario Attinasi. “Da Helg, anche per la sua età, ci saremmo aspettati onestà, rigore, sobrietà e soprattutto un esempio per i giovani – continua Attinasi – il presidente della Camera di commercio è il presidente di tutti gli imprenditori e, se tradisce il proprio mandato, tradisce tutti, soprattutto coloro che credono che attraverso la cultura della legalità e dell’antimafia si possa cambiare il futuro della nostra città. Sono orgoglioso di sapere che ci sono persone come il commerciante che ha denunciato, questo mantiene viva la speranza che qualcosa stia cambiando. Chiediamo con forza pene più severe per chi si macchia del reato di corruzione”.

Una vicenda vergognosa e paradossale, che riflette il malaffare dilagante in Sicilia. Lo afferma il Codacons, commentando l’arresto del presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg.
Se gli illeciti saranno confermati, ci troveremmo di fronte ad un incredibile paradosso: il presidente dell’ente deputato a garantire gli interessi delle imprese del commercio che agirebbe a danno degli stessi commercianti che dovrebbe difendere, attraverso proroghe di contratti a condizioni favorevoli in cambio di mazzette.
“Ovviamente speriamo che la posizione di Helg possa essere chiarita, ma se la magistratura accerterà gli illeciti si configurerebbe un danno per le imprese ingiustamente escluse dagli appalti per l’aeroporto di Palermo – spiega il Codacons – e la vicenda confermerebbe come il malaffare in Sicilia continui ad essere dilagante e a regnare incontrastato”.

Il consigliere della Camera di commercio di Catania, Fabio Micalizzi, aggiunge: “E’ opportuno prendere una chiara posizione da parte mia dopo i fatti avvenuti a Palermo riguardanti il presidente della camera di commercio. Già come da me piu volte ribadito è necessario oggi più che mai accendere i riflettori a Catania per evitare ogni abuso o illecito. Anche come già proposto con un “osservatorio” sull’operato di tutte le parti che operano nel bene pubblico”.

Un comunicato dei Carabinieri ha specificato che “proprio nella veste di rappresentante Gesap, Helg ha chiesto e ottenuto il pagamento di una somma di denaro di 100 mila euro ad un esercente del settore della ristorazione, affittuario di uno degli spazi commerciali dell’aeroporto, il quale si era rivolto a lui per ottenere la proroga triennale del contratto a condizioni favorevoli. La richiesta e la consegna del denaro ha fatto registrare la classica sequenza estorsiva consistente nella prospettazione, da parte di Helg, della difficoltà dell’operazione di rinnovo se non supportata dal suo prezioso intervento e, da parte del commerciante, nell’adesione all’illecito pagamento, in ordine al quale l’uomo pubblico ha preteso, oltre alla consegna di una somma in contanti di 50 mila euro, l’impegno da parte del commerciante alla corresponsione rateale di 10 mila euro al mese con il contestuale rilascio, in funzione di garanzia dell’impegno, di un assegno in bianco”.

All’arrivo della polizia giudiziaria, sono stati trovati sulla sua scrivania 30 mila euro in contanti, chiusi all’interno di una busta, e un assegno nella tasca della giacca. “Il contestuale colloquio intercettato – sostengono gli investigatori – era in termini del tutto coerenti con la vicenda estorsiva. Interrogato dai magistrati della Procura, a fronte di specifiche e dettagliate contestazioni, Roberto Helg ha fatto rilevanti ammissioni sulle quali sono in corso indagini”.

L’indagine è condotta dal procuratore aggiunto Petralia e dai sostituti Battinieri e Ferrari, coordinati dal procuratore Franco Lo Voi. Helg si trova attualmente rinchiuso nel carcere Pagliarelli.


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1 risposta

  1. Fabio Micalizzi

    E’ opportuno prendere una chiara posizione da parte mia dopo i fatti
    avvenuti a Palermo riguardanti il presidente della camera di commercio.
    Gia come da me piu volte ribadito è necessario oggi più che mai accendere i riflettori a Catania per evitare ogni abuso o illecito. Anche come già proposto con un “osservatorio” suLL’ l’operato di tutte le parti che operano nel bene pubblico.
    Fabio Micalizzi
    consigliere Camera di commercio, Catania.

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