PALERMO – Dopo la singolare protesta messa in atto ieri dal maestro Ignazio Garsia, fondatore del The Brass Group,  – storica band jazz nata nel 1974 – che ha suonato al pianoforte alcuni celebri brani tratti dal repertorio jazz, stazionando di fronte a Palazzo D’Orleans, ha ottenuto i primi timidi segnali di solidarietà istituzionale, in primis da parte del primo cittadino Leoluca Orlando che si è detto vicino in questo momento così delicato:“La Fondazione – ha detto il sindaco – costituisce un importante riferimento di internazionalizzazione artistica della nostra città ed è per questo che deve andare avanti”.

Il motivo della protesta è semplice, nella sua crudezza: in virtù infatti della famigerata spending review messa in atto dal governatore della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, la storica fondazione jazzistica palermitana si è ritrovata di fronte ad un desolante rubinetto secco: niente più finanziamenti. 

Dicevamo, la solidarietà. Anche il consigliere comunale e vicesegretario regionale Paolo Caracausi (Idv) si è detto dispiaciuto per l’azzeramento dei fondi regionali nei confronti di uno dei pochi simboli della cultura rimasti:”Ritengo che escludere il Brass Group dai finanziamenti regionali sia l’ennesima dimostrazione che questa amministrazione regionale non è adeguata ai bisogni della nostra Sicilia – dice Caracausi – Crocetta e tutta l’Assemblea regionale vadano a casa e lascino che i siciliani eleggano una nuova classe politica all’altezza del ruolo”.

Diceva Karl Kraus: “Cultura è quella cosa che i più ricevono, molti trasmettono e pochi hanno”. Ci permettiamo di aggiungere: “e che chi possiede, spesso dimentica di preservare”.

Teresa Fabiola Calabria

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