PALERMO – Per il tribunale del Riesame, presieduto dal pm Antonella Consiglio non ci sono dubbi: Marcello Marcatajo, legale civilista arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia “Cicero” nel gennaio scorso e accusato di riciclaggio,  potrebbe commettere nuovamente lo stesso tipo di reato.

Per questa ragione gli è stata confermata la custodia cautelare, anche perché il legale, di recente sospeso in via preliminare dall’Ordine degli avvocati, era ben conscio di quel che faceva. Scrive infatti il pm Consiglio, nelle dieci pagine che motivano la sentenza: “Aveva la piena consapevolezza della riconducibilità delle operazioni finanziarie a Vincenzo Graziano” che “aveva il ruolo di cassiere investitore per conto della famiglia Madonia”.

A nulla sono valsi i tentativi della difesa, che puntava a sostenere solo una lieve responsabilità del Marcatajo in quanto frequentatore esclusivamente del figlio di Graziano, Francesco, recentemente coinvolto in non meglio precisate indagini giudiziarie. Ad inchiodare ulteriormente Marcatajo alle proprie responsabilità le parole dello stesso, il quale avrebbe dichiarato, nel corso di una conversazione con l’avvocato penalista Bondì, -ignorando di essere intercettato- di temere che venissero a galla i suoi rapporti proprio con Vincenzo Graziano. Come si legge nella sentenza infatti:”Nella conversazione con l’avvocato penalista Bondì, dimostra la piena consapevolezza che per salvare se stesso e la sua immagine dalla contestazione dell’aggravante di mafia, è necessario che non emerga una qualsivoglia circostanza obiettiva capace di confermare, nelle indagini, la conoscenza diretta o un mero collegamento a Vincenzo Graziano, del quale evidentemente conosce la caratura criminale”. E se lo dice lui, ci sarà da credergli.

Teresa Fabiola Calabria

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