PALERMO – “Siamo la Regione dei percorsi alternativi e mai delle soluzioni definitive: lo dimostra, in ordine di tempo, quanto sta accadendo sull’ autostrada Palermo-Catania divisa in due dal crollo del viadotto. Cosa si fa? Si rimpallano colpe e responsabilità e la Sicilia, che certo non vanta un sistema infrastrutturale invidiabile, resta spaccata, frazionata, frammentata per colpa di una politica che preferisce spendere 700 mila euro per andare a fare una missione (i cui esiti non si conoscono) in Qatar piuttosto che preoccuparsi dei veri problemi dei siciliani”.
Ad affermarlo è la deputata del Movimento 5 Stelle Giulia Grillo che da tempo chiede al Governo Crocetta di chiarire una volta per tutte quale sia la rivoluzione che vuole mettere in campo in Sicilia dato che più “che a una rivoluzione assistiamo a una involuzione”.
“Non possiamo permetterci – aggiunge l’esponente grillina – di lasciare scollegate le due principali città siciliane, di mettere in ginocchio l’agricoltura come sta denunciando la Coldiretti, di peggiorare la stagione turistica creando disagi a viaggiatori e operatori del settore. È arrivato il momento di dire basta e soprattutto di capire di chi è la colpa: speriamo che nell’incontro che si terrà giovedì a Roma si faccia chiarezza ma intanto sempre da Roma ci attendiamo risposte concrete visto che questo governo Renzi millanta di pensare al sud, così come dichiarato più volte dal ministro Boschi sabato a Catania”.
Ci pensa talmente al sud e alla a Sicilia che dal DEF, il documento di economia e finanza, scompare il finanziamento per l’autostrada Catania-Ragusa, un’arteria strategica per lo sviluppo del distretto sud-est della Sicilia.
“Delrio ha scelto le 30 grandi opere (del costo complessivo di quasi 71 miliardi) da inserire nel Piano delle Infrastrutture Strategiche (PIS) e tra le fortunate che vedranno la luce la Ragusa–Catania non c’è. Cancellata, proprio come l’altra autostrada da realizzare in project financing: la Pontina, nel Lazio”. Il PIS è il documento allegato al DEF approvato dal CDM: la SS 514 è in buona compagnia perché con lei saltano altre 19 opere. In generale, alla Sicilia vanno le briciole. Sono state, infatti, considerate prioritarie solo la Circumetnea e il nodo di Palermo. Di tratte ferroviarie neanche a parlarne, la Sicilia è condannata per sempre alle littorine.
“C’è però un premio di consolazione, più che altro uno specchietto per le allodole – nota Giulia Grillo: Delrio ha annunciato per settembre un “Documento Pluriennale di Pianificazione” e ha fatto sapere che “esclusione non significa rinuncia all’opera”. In quel piano, infatti, dovrebbe esserci spazio anche per le piccole opere. Dobbiamo crederci? Difficile visto che questo Governo ha fatto tante promesse ma poche ne ha mantenute”, conclude la deputata Giulia Grillo.

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