CATANIA – Il Tavolo delle Associazioni d’impresa, che comprende Confcommercio Sicilia, Confagricoltura Sicilia, Confapi Industria, Confesercenti Sicilia, Confindustria Sicilia, Legacoop Sicilia, Confartigianato Sicilia, Confcooperative Sicilia, Confapi Industria Sicilia, Cia Sicilia, CNA Sicilia, CLAAI Sicilia, AGCI Sicilia Codiretti Sicilia, Casartigiani Sicilia, si è riunito per esaminare la grave situazione di emergenza infrastrutturale dopo la frana di Scillato abbattutasi sul viadotto Himera dell’autostrada Palermo-Catania.
È una calamità che si sarebbe potuta evitare se soltanto si fossero attivate le iniziative di salvaguardia e di manutenzione ordinaria del territorio. Invece, in questi ultimi giorni, abbiamo assistito a uno scarica barile tra le istituzioni competenti.
Non c’è più tempo e pazienza per assistere a questo spettacolo indecoroso.
Invochiamo, pertanto, un intervento urgente che possa consentire l’avvio dei lavori della bretella di collegamento sulla Palermo – Catania entro il 15 maggio e la fine dei lavori entro il 15 di agosto. Una tabella di marcia rigida e serrata che, lavorando giorno e notte, riesca a garantire il rispetto dei tempi per uscire da quella che è, senza ombra di dubbio, catalogabile come una delle emergenze siciliane.
Nel contempo, con le stesse procedure e con la stessa rapidità, dovranno essere realizzate tutte quelle manutenzioni di base alla rete infrastrutturale dell’isola, necessarie per ripristinare condizioni di “normalità” e sicurezza, partendo dalle autostrade e finendo alle strade statali e provinciali delle aree interne della Sicilia. Un lavoro che dovrà essere portato avanti coinvolgendo l’imprenditoria siciliana sana, che ha tutte le carte in regola e i relativi requisiti per partecipare a una tale opera di ricostruzione. Anche perché, forse è bene ricordarlo, far lavorare una azienda siciliana significa ridistribuire ricchezza nel territorio, in termini di occupazione, gettito fiscale e quindi valore aggiunto per l’Isola.
E non ci si dica che non ci sono risorse disponibili. La Sicilia corre il rischio in questo momento, ed è un vero e proprio paradosso, di dover restituire altri 500 milioni di euro del programma operativo del Fondo di sviluppo regionale (FESR) 2007-2013 all’Unione Europea.
Pertanto, si convochi subito una giunta regionale straordinaria per approvare una rimodulazione del Programma Operativo 2007-2013, destinando le relative risorse alla realizzazione della manutenzione stradale. Anche perché, in questo caso, non si tratta di interventi ordinari, ma di una vera e propria ricostruzione delle infrastrutture siciliane. Primo tassello indispensabile per poter parlare di sviluppo.
La politica tutta, nazionale, regionale, e la rappresentanza italiana al Parlamento europeo, ha il dovere di convergere su tale necessità, per attenuare i gravi danni che l’economia regionale sta subendo, dall’agricoltura al commercio, dall’industria al turismo, per ritardi nelle consegne, disdette di prenotazioni, annullamenti di contratti e penalità relative, scongiurando così un vero e proprio allarme sociale.

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