La Sicilia “si spacca” in due: dopo il crollo del pilone dell’autostrada Palermo-Catania, la regione si divide internamente, contrastata da pareri e polemiche sulla gestione del manto autostradale.

Perchè non bastavano il “caso Helg” e l’inchiesta sulle Grandi Opere a scuotere una Sicilia in crisi economica e ideologica dal punto di vista governativo: il crollo del pilone, per così dire, suona metaforicamente come il “crollo di una strada”, sconnessa da tempo, che collega più parti dello stesso territorio che, dal canto loro, dovrebbero costituire le basi per lo sviluppo. E se le basi sono di “marzapane”, come volete che sia la struttura?

E non temete: manca il lavoro? Secondo quanto stimato da alcuni esperti, i problemi al tratto autostradale della A19 richiederanno una mole di lavoro “per anni”, contrastando così la disoccupazione! Bisogna, insomma, guardarla in positivo: troppo semplice? E allora via con le polemiche e le accuse, da una parte e dell’altra.

I fondi ci sono, ma non vengono usati a dovere: è stata questa la dichiarazione forte di Erasmo D’Angelis, responsabile della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo  delle infrastrutture idriche, che, nelle scorse ore, ha criticato Anas e Regione per non aver utilizzato i fondi per la messa in sicurezza dell’autostrada. E fulminea è stata la risposta del governatore, Rosario Crocetta: “Inoltrerò formale protesta al premier Renzi per le dichiarazioni fatte da un esperto: prima di parlare è opportuno riflettere e magari studiare le vicende. Il mio governo non c’entra un fico secco col cedimento del pilone. Invece di fare chiacchiere e di togliere soldi alle Regioni, Roma ci dia i fondi”.

Ma allora, i fondi ci sono o no? “Io non ho trovato nemmeno un centesimo quando mi sono insediato l’8 dicembre del 2012. I primi fondi li abbiamo ricevuti alla fine dell’anno scorso, una settantina di milioni quando ci vorrebbero almeno 2 miliardi per il dissesto idrogeologico ma questo non preoccupa qualche solone di Roma”, ha spiegato Crocetta.

Duro l’attacco del coordinatore nazionale Green Italia, Fabio Granata, che chiede l’allontanamento di Pietro Ciucci, presidente dell’Anas: “Incredibile che ci sia ancora lui a dirigere l’Anas: Renzi e Crocetta gli confermeranno fiducia, alla faccia del cambia verso e della rivoluzione?”. Il verso non cambia, e la rivoluzione non si fa mica.

“Dopo aver dilapidato una enorme quantità di risorse in incarichi, parcelle, perizie di variante ,progetti “quasi esecutivi” e finte inaugurazioni alla guida della Società Ponte sullo Stretto, l’ineffabile Ciucci si ritrova ora a dirigere l’Anas dei disastri e dei crolli con il sostegno del governo “cambia verso” di Renzi e di quello “rivoluzionario” di Crocetta”, ha aggiunto Granata.

“Credo sia il caso di riconsegnarlo agli affetti familiari e alle pensioni dorate che già percepisce. Corre un brivido sulla schiena a pensare che la gestione dell’emergenza siciliana sia affidata a lui e a Crocetta….”, ha concluso il coordinatore di Green Italia.

Intanto, in questa Regione divisa in due, tra est e ovest, c’è chi cerca soluzioni concrete… e utopiche. Da oggi, lunedì 13 aprile, circoleranno due treni in più tra Palermo e Catania – R34949 Catania (05.28); Enna (06.30 – 06.31); Caltanissetta Xirbi (06.53 – 06.54); Termini Imerese (08.12 – 08-13); Palermo Centrale (08.39); e i viaggiatori da Caltanissetta Centrale diretti a Palermo trovano un bus (06.20) per coincidenza con R34949 a Caltanissetta Xirbi -.

Dall’altra parte del ring, però, lo sfidante del Lungomare Liberato, Enzo Bianco, sindaco di Catania, ha avuto un’altra idea “geniale”: linee aeree tra Palermo e la città etnea! Non è un’idea stupenda? “Ho parlato con Pizzo e Lo Bosco per far partire subito il tracciato ferroviario veloce tra le due città e domani chiederò a Ryanair di istituire un volo tra i due maggiori aeroporti dell’Isola”, e uno scalo interstellare no?

“Quello che è successo ci porta a pensare che da tempo non si effettuavano monitoraggi in una zona con alto rischio idrogeologico,  certamente per incuria, disorganizzazione, scarso interesse della politica per il nostro territorio e anche per nessuna risorsa finanziaria a disposizione per mettere in sicurezza la nostra isola. Certamente tutti noi aspettiamo di sapere di chi sia la responsabilità, ma urgentemente servono soluzioni certe per dare sicurezza a tutti coloro che per lavoro transitano giornalmente sulle nostre strade.”, ha dichiarato Luciano Zuccarello, componente regionale sicilia orientale di Fratelli d’Italia Alleanza nazionale.

“La soluzione proposta dal sindaco di Catania, Enzo Bianco, alias Mago Merlino, di istituire una rotta aerea Catania-Palermo e viceversa mi lascia basito per molti motivi.. uno su tutti il costo  dell’aereo e del trasferimento da Punta Raisi a Palermo e viceversa ( mediamente ha un costo di 35/40  euro) dato che l’utenza della autostrada non è composta   solo da uomini d’affari ma da pendolari che per un posto di lavoro fanno ogni giorno ore ed ore di viaggio. Come mi lascia altresì interdetto la soluzione del governatore Crocetta di potenziare i treni su una linea ferroviaria obsoleta. Credo che solo con l’intervento del Genio Militare si potrebbe trovare una soluzione strutturale in tempi brevi”, ha aggiunto.

In passato, è vero, esistevano collegamenti aerei tra Catania e Palermo: la LAI – Linee Aeree Italiane -, compagnia aerea del dopoguerra che diede vita ad Alitalia, consentiva lo spostamento tra le due città. Ma i tempi erano diversi, il settore dei trasporti si innovava e cambiava, in funzione di un futuro migliore: un presente, oggi, che ha le stesse strade di allora. Forse, con qualche pilone in meno.

Antonio Torrisi

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